L’Ucraina mette al bando le compagnie aeree russe

"La questione siriana sta togliendo attenzione a quella ucraina e per questo da Kiev potrebbero arrivare delle provocazioni"

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L’Ucraina mette al bando le compagnie aeree russe

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di Eugenio Cipolla

Sullo sfondo dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, continua a salire la tensione tra Russia e Ucraina. Oggi il governo ucraino, dando seguito alla decisione del Consiglio Nazionale di Sicurezza e difesa dello scorso 16 settembre, che aveva esteso le sanzioni a diverse centinaia di persone fisiche ed entità giuridiche russe, ha approvato alcuni provvedimenti attuativi che colpiscono diverse aziende di Mosca. L’esecutivo guidato dal premier Arsenij Yatsenyuk, infatti, ha deciso di vietare i voli di tutte le compagnie aeree russe in Ucraina, in primis Aereflot e Transaero. Secondo quanto riportato dal servizio stampa del governo di Kiev, il transito sui cieli dell’Ucraina sarà vietato anche agli aerei che «contengono merci militari, a doppio scopo o personale militare russo».
 
Per ora dal Cremlino, dove si lavora a pieno ritmo al discorso del presidente Putin all’Onu, non è arrivato nessun commento ufficiale. Le autorità per l’aviazione civile russa, interpellate dalla Tass, hanno risposto di non aver ricevuto ancora nessuna comunicazione dal governo ucraino, nonostante l’annuncio ufficiale del premier ucraino Yatsenyuk. Ad ogni modo, Aereoflot, una delle compagnie più colpite dalle nuove sanzioni ucraine, ha già fatto sapere che informerà i passeggeri, spiegando le modalità per ottenere il rimborso dei biglietti acquistati. Oltre al settore aereo, Kiev ha deciso di affondare il colpo anche su quello informatico. Da oggi negli uffici pubblici sarà proibito l’uso di software informatici russi, tra cui quelli del famoso gruppo Kaspersky.
 
«Stiamo monitorando in continuazione l’applicazione delle sanzioni che sono state introdotte», ha reso noto l’ufficio stampa del governo, aggiungendo che, se necessario, Kiev è già pronta a disporre nuove sanzioni nei confronti di individui e compagnie russe. Pesanti le ripercussioni economiche previste. E non solo per i russi. Citato dall’agenzia ucraina Liga, Denis Kostrzhevsky, capo del Consiglio d’Amministrazione dell’aereporto Zhulyany di Kiev, il secondo della città dopo quello di Borispyl, ha dichiarato che lo scalo perderà circa il 30% del proprio reddito a causa di queste nuovo misure. «Solo Transaero – ha detto – pagava l’aereoporto 340.000 al mese per tre voli al giorno e stava pianificando di espandere il numero dei voli a cinque».
 
«La questione siriana sta togliendo attenzione a quella ucraina e per questo da Kiev potrebbero arrivare delle provocazioni», ha detto una fonte diplomatica russa ai media locali, facendo notare che, mentre Mosca e i filorussi del Donbass erano pronti a firmare un accordo per la pace in Ucraina, Kiev aveva già annunciato nuove misure punitive. Il prossimo 2 ottobre a Parigi, a margine del vertice in formato Normadia sulla crisi in est Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin avrà due incontri bilaterali con Angela Merkel e Francois Hollande, ma non con Petro Poroshenko. Un dettaglio capace di rendere piuttosto chiara la situazione su “rapporti” tra Mosca e Kiev.
 
Intanto il ministero della difesa russo ha avviato i lavori di costruzione di una base militare nella città di Boguchar, nella regione di Voronezh, a 45 km dal confine con Luhansk, con l’obiettivo di potervi ospitare 1.300 mezzi bellici e 2.500 militari. Secondo alcune indiscrezioni di altri media russi, inoltre, un’altra base sarà realizzata attorno al villaggio Valujki, nella regione di Belgorod, sempre al confine con la regione di Luhansk. Una struttura che si estenderà per 300 ettari e ospiterà 3.500 militari. Per molti una risposta all'avanzata inesorabile della Nato, che lo scorso lunedì avevo firmato alcuni accordi di cooperazione tecnico-militare con l'Ucraina. 

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