Macron in Libano. Possibile accordo con Hezbollah?

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Macron in Libano. Possibile accordo con Hezbollah?

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Il presidente francese Emmanuel Macron, incontrerà oggi, il capo del blocco parlamentare di Hezbollah Mohammed Raad, invitato alla residenza dei Pini a Beirut insieme ad altri politici. la notizia è stata diffusa da Al Manar, media affiliato ad Hezbollah, che delinea lo scenario possibile di distensione tra Macron e il partito libanese.
 
A tal proposito, come riporta Al Manar, Georges Malbrunot annota su Le Figaro che Emmanuel Macron ha dedicato, per la prima volta dalla nascita di Hezbollah, nel 1982, un incontro dal vivo a uno dei suoi membri durante la sua visita in Libano il 6 agosto.
 


 
 
In un articolo pubblicato ieri da Le Figaro, Malbrunot ha proseguito: "Pochi istanti dopo, durante la sua conferenza stampa, Macron ha ribadito il punto in risposta a un giornalista libanese che gli ha chiesto se poteva accettare membri del gruppo "terrorista Hezbollah " in un futuro governo. "Hezbollah ha deputati eletti dai libanesi, fa parte della scena politica", ha assicurato Macron. Implicito: non posso cancellarlo dalla mappa.
 
Messaggio ben accolto da Hezbollah. Il giorno successivo, Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, ha salutato la “visita positiva” di Macron.
 
“Emmanuel Macron ha davvero un approccio diverso da quello degli Stati Uniti, secondo l'analista Walid Charara, vicino a Hezbollah. Dopo l'esplosione, ha detto pubblicamente agli americani che la loro politica di pressione sarebbe fallita, che avrebbero soffocato il Libano e che l'unica forza che non sarebbe crollata era Hezbollah”.
 
"Dietro le quinte, nelle ultime settimane sono stati scambiati messaggi tra Parigi e Hezbollah", rivela Malbrunot.
 
Citando una fonte francese, Malbrunot afferma che “Macron ha detto loro in sostanza: non vi annoieremo sulla questione delle vostre armi e su due o tre punti che vi interessano; ma in cambio mettete ossigeno nel sistema. Accetta di partecipare alla partita, perché non possiamo continuare così, ed i vostri sostenitori affonderanno con il sistema".
 
Il presidente francese ha invitato tutti i partiti libanesi a intraprendere la strada delle riforme essenziali per la sopravvivenza di un Paese sull'orlo della bancarotta.
 
E Malbrunot conclude: “Esiste un mandato americano per sostenere gli sforzi francesi?” è la domanda che pone Walid Charara. Nel frattempo, il giorno prima dell'arrivo di Macron, il segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah si è detto pronto a discutere del "nuovo contratto politico" che il presidente francese sta cercando di mettere insieme durante della sua visita in Libano. "A condizione che sia un dialogo libanese e che sia la volontà di tutte le parti libanesi", ha aggiunto Nasrallah. Un si ma, in un certo senso '.

Conclusione. Il profilarsi di un accordo tra Macron ed Hezbollah non scandalizza e non sorprende. In fondo, dall'esplosione al porto di Beirut, il movimento di resistenza ha sempre mantenuto un profilo basso, difendendosi quando necessario dalle accuse di essere responsabile della tragedia a quelle di essere parte del sistema politico corrotto. Nasrallah e il suo movimento mantengono un atteggiamento responsabile, nessuna protesta di piazza al momento, tantomeno si accettano provocazioni. Dopo quello che è successo in Siria, Hezbollah non vuole essere parte o farsi trascinare nel caos che qualche attore esterno al paese dei cedri vorrebbe provocare per soddisfare le sue ambizioni coloniali.


 

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