Meglio senza che con quest'Unione bancaria

L'Unione Europa intraprende ancora la via sbagliata del percorso di integrazione

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Meglio senza che con quest'Unione bancaria

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Sarebbe meglio che la proposta di Unione bancaria non venisse approvata, scriveva lunedì Wolfgang Munchau sul Financial Times. 
 
Il dibattito è concentrato su una nuova legislazione che possa dare a una serie di nuovi regolatori il potere di chiudere una banca o forzarla a cercare nuovo capitale. A dicembre i ministri delle finanze si sono accordati nel cosiddetto meccanismo unico di regolamentazione bancaria, ma hanno fatto pochi progressi al riguardo. Gli accordi europei sembrano quasi sempre immpossibili da raggiungere cinque minuti prima della scadenza.
 
Nell'accordo di dicembre, gli stati membri dovrebbero costruire un fondo nei prossimi 10 anni, in grado di coprire solo l'1% di tutti i depositi non assicurati, circa 55 miliardi di euro complessivi: se una banca dovesse essere salvata nel frattempo, gli stati membri e il fondo insieme dovrebbero intervenire in base a un accordo e negoziare i tempi d'intervento. Per l'insistenza della Germania, il fondo stesso sarà incorporato in un accordo intergovernativo separato che non potrà ricevere denaro dall'European Stability Mechanism, l'ultimo ombrello protettivo in mano oggi alla zona euro.
 
Una decisione di chiudere una banca deve essere quindi concordata in un fine settimana, mentre i mercati sono chiusi, per evitare che il panico finanziario si diffond. Per il regime proposto, è necessario un aprere positivo da parte di tutte le seguenti istituizioni: la Commissione europea, il Consiglio dei Ministri, la Banca centrale europea, il board di supervisione del Meccanismo unico di risoluzione bancario, il board esecutivo del Meccanismo di risoluzione bancario e il suo consiglio plenario. 
 
Il Parlamento europeo, prosegue Munchau, ha tracciato cinque linee rosse: la Bce dovrebbe avere l'ultima parola sul fallimento di una banca, le decisioni della risoluzione dovrebbero essere prese senza interferenza politica, non ci dovrebbe essere alcuna legislazione inter-governamentale; i governi si devono impegnare a rifinanziare il fondo qualora non fosse in grado di intervenire adeguatamente. 
 
Perché l'Unione europea ha bisogno oggi di un'Unione bancaria? Per impedire che ci possano essere dubbi sulla solvenza dei governi nazionali e minare sui mercati la fiducia nelle loro banche. A meno che il fondo non abbia la protezione di altri fondi europei, questo non può avvenire e per questo l'Unione bancaria così studiata non è efficace. Munchau arriva ad affermare che una brutta Unione bancaria è peggio che non averla. Alcuni suoi fautori la ritengono un'alternativa più economica a un'unione fiscale. Ma non lo è sicuramente: secondo i calcoli di Munchau, le banche europee hanno bisogno di una ricapitalizzazione complessiva di un trilione di euro.  Uno studio dettagliato di Viral Acharya e Sascha Steffen calcola la cifra di 510-770 miliardi di euro per un range che considera solo 109 delle 128 banche che saranno oggetto della supervisione della Bce. L'istituto di Draghi non può certo intervenire senza un ingente intervento di soldi pubblici e, quindi, l'Unione europea non è preparata a questo passaggio.
 
Per questo la proposta dovrebbe essere abbandonata per ora e i politici dovrebbero attendere le elezioni di maggio e procedere all'interno del diritto comunitario, possibilmente senza la Germania, attraverso una procedura di cooperazione rafforzata. L'alternativa è prendere la via sbagliata del percorso.

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