Missili balistici. Il messaggio dell'Iran agli Usa

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Missili balistici. Il messaggio dell'Iran agli Usa

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L'Iran blinda i propri asset strategici e lancia un appello alla compattezza del mondo islamico. Durante un incontro bilaterale a Teheran con il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha chiarito la posizione della Repubblica Islamica in vista dei prossimi tavoli diplomatici: «Non ci sono stati e non ci saranno negoziati sui nostri missili balistici».

Pezeshkian ha espresso una profonda diffidenza nei confronti di Washington, pur non chiudendo del tutto le porte alla diplomazia: «Non ci fidiamo degli Stati Uniti perché siamo stati attaccati due volte proprio durante lo svolgimento dei negoziati, ma restiamo comunque aperti al dialogo e alla pace».

Il leader di Teheran ha poi commentato il recente conflitto che ha colpito il Paese, definendolo una guerra d'aggressione imposta dagli Stati Uniti e da Israele. Un'offensiva che, secondo Pezeshkian, non può essere giustificata da alcuna norma internazionale e che ha provocato vittime non solo tra i vertici militari e le istituzioni, ma anche tra la popolazione civile, causando la morte di 168 bambini. «Chi ha commesso questi crimini parla di democrazia con menzogne e inganni — ha attaccato il Presidente —, dimostrando che il vero fattore di insicurezza e instabilità nella regione è il regime sionista».

L'obiettivo dei nemici, secondo la presidenza iraniana, era provocare il collasso dello Stato in pochi giorni, replicando modelli già visti in altre nazioni attraverso attacchi disumani alle infrastrutture e ai civili. Un piano fallito grazie alla «straordinaria resilienza del popolo iraniano». Pezeshkian ha quindi ribadito: «La Repubblica Islamica non si piegherà mai a richieste illegali. Restiamo fedeli a quanto sottoscritto nel recente accordo, e la Guida Suprema condivide questa linea. Se l'altra parte rispetterà gli impegni senza andare oltre il concordato, l'Iran farà lo stesso».

L'incontro è stato anche l'occasione per rilanciare la necessità di una forte cooperazione economica e strategica con Islamabad, allargando lo sguardo all'intera comunità musulmana. Ricordando che tutti i musulmani condividono lo stesso libro, lo stesso profeta e la stessa Qibla (la direzione della preghiera), Pezeshkian ha concluso affermando che non esistono motivi di divisione: «Non dobbiamo permettere ai sionisti di aizzare i musulmani gli uni contro gli altri per perseguire i propri interessi». Questo approccio strategico e di vicinanza tra Iran e Pakistan troverà presto applicazione pratica nei prossimi memorandum d'intesa e accordi bilaterali.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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