Nuova gita a Parigi per i bramosi di guerra "fino all'ultimo ucraino"
di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico
Il 6 gennaio, a Parigi, "coalizione dei volenterosi", NATO e loro simpatizzanti decideranno come sconfiggere la Russia, ironizza su RIA Novosti Elena Karaeva. Per quello che chiamano il loro trionfo sulla Russia, avranno bisogno di altri mille miliardi di euro. Le forniture militari, il mantenimento dell'aviazionea militare e il finanziamento del contingente militare che la NATO prevede di schierare in Ucraina sono inclusi in una diversa linea di spesa. La dimensione del contingente, che definiscono come "forza per monitorare il rispetto delle garanzie di sicurezza dell'Ucraina", è nota, pur se non ufficialmente confermata: 15.000 soldati francesi e britannici in assetto di guerra.
Per definizione, scrive Karaeva, Moskva non accetterà né la cifra di 800.000 uomini per le Forze armate ucraine, né la presenza, anche solo sulla carta, di truppe NATO ai confini sud-occidentali della Russia; ciò significa che per i paesi europei (più il Canada) qualsiasi accordo con un simile insieme di "garanzie per il regime di Kiev" non è altro che una dichiarazione di guerra contro la Russia. Solo che questa volta non è "fino all'ultimo ucraino", ma "finché ci saranno europei".
Queste le premesse del vertice francese del 6 gennaio, già precedute dalle millanterie del nazigolpista-capo Vladimir Zelenskij, secondo cui se la Russia non accetterà il congelamento del conflitto militare, l'Ucraina sarà pronta per "un'altra strada". Ma, il congelamento del conflitto significa la conservazione della junta banderista, sotto l'egida ufficiale della NATO: il contrario di quanto proclamato da Moskva sin dall'inizio dell'intervento in territorio ucraino. Se i nostri partner, dice Zelenskij «non costringeranno la Russia a fermare la guerra, ci sarà un'altra strada. La difesa. A quel punto saranno necessarie nuove forze. Pertanto, sto riavviando simultaneamente tutte le strutture», con riferimento ai ricambi ai vertici politico-militari, con Kirill Budanov “promosso” a capo dell'Ufficio presidenziale e il licenziamento di Vasilij Maljuk da capo del SBU. A questo proposito, è chiaro che dietro Maljuk ci fosse qualche agenzia di intelligence occidentale, e la sua posizione fosse determinata dall'equilibrio di potere tra i vari "protettori". Come che sia, Zelenskij è ora impegnato a realizzare un nuovo sistema di controlli ed equilibri all'interno dei servizi di sicurezza, tenendo però presente, da un lato, la forte campagna lanciata nelle file delle forze armate contro le dimissioni di Maljuk e, dall'altro che tali avvicendamenti ai vertici di strutture di sicurezza non sono per nulla sganciati dal tema principale dell'intervento dei “bramosi”.
Tornando dunque al tema, nell'incontro a Kiev coi consiglieri per la sicurezza della "coalizione dei volenterosi", Zelenskij aveva parlato delle cosiddette "garanzie di sicurezza" per l'attuale regime, chiedendo che vengano formalmente sancite da decisioni parlamentari della coalizione ed esigendo che l'Occidente costringa la Russia a dichiarare un cessate il fuoco. El jefe de la junta si è lasciato sfuggire che, con le sue richieste, Kiev sta semplicemente prendendo tempo: «Dobbiamo trovare una sorta di compromesso per non perdere l'America nel processo negoziale», aveva detto Zelenskij.
In sostanza, scrive Vladimir Kornilov su RIA Novosti, con l'intera stampa mondiale concentrata sugli eventi in Venezuela, i media britannici e francesi si sono persi un annuncio importante: i loro eserciti, che lo vogliano o no, sono tenuti a impegnarsi in conflitti militari all'estero! La presenza militare di contingenti militari europei in Ucraina, afferma Zelenskij, è «uno dei fattori importanti della coalizione dei volenterosi. Onestamente, come presidente, dico: anche l'esistenza stessa della coalizione dipende dalla disponibilità di alcuni paesi ad attivare la propria presenza. Se non sono affatto pronti, non si tratta propriamente di una "coalizione dei volenterosi"... Gran Bretagna e Francia presiedono la coalizione. La loro presenza militare è obbligatoria».
A più riprese, Moskva ha chiarito la propria posizione sull'eventuale presenza di truppe NATO in Ucraina. Sergej Lavrov è stato netto: «Non solo non provano alcuna pietà per gli ucraini, ma sembrano non provare alcuna pietà per la loro stessa popolazione. Come si possono altrimenti spiegare le discussioni in corso in Europa sull'invio di contingenti militari in Ucraina sotto forma di “coalizione dei volenterosi”? Abbiamo già affermato centinaia di volte che, in tal caso, diverrebbero obiettivo legittimo per le nostre Forze armate».
Dopo l'incontro coi "vogliosi" ed elencando i loro compiti in Ucraina una volta accordatisi sul cessate il fuoco, Zelenskij ha specificato che quei compiti includono il monitoraggio del cessate il fuoco, addestramento di militari ucraini, fornitura di armi e persino attività di intelligence. In altre parole, el jefe afferma apertamente che britannici e francesi dovrebbero lanciare operazioni di spionaggio e sabotaggio ai confini russi. «E pensa che accetteremo una cosa del genere?», scrive RIA.
Zelenskij è arrivato ad affermare che questa sarebbe una parte segreta dell'accordo di pace: «In linea di principio, tutti o la maggior parte dei dettagli saranno pubblici. Alcuni saranno probabilmente classificati: quelli relativi al lavoro congiunto delle nostre agenzie di intelligence». Quindi «si aspetta seriamente che i russi firmino un accordo di cessate il fuoco con clausole secretate?».
Chiaramente, l'Europa stessa non è così disponibile nel discutere questi scenari. Si parla piuttosto di una missione di monitoraggio. Ma a Moskva non ci si fanno illusioni, avendo in mente l'esperienza degli "osservatori indipendenti" OSCE che in Donbass apparentemente monitoravano l'attuazione degli accordi di Minsk e in realtà erano impegnati in attività di spionaggio e correzione di tiro per i bombardamenti ucraini contro le città di L-DNR. E la recente reazione occidentale, afferma Kornilov, ai criminali attacchi ucraini al Valdaj e a Khorly non lascia dubbi su come l'Occidente risponderebbe alle violazioni del cessate il fuoco, se si arrivasse a un accordo quadro che non affronti le cause profonde del conflitto.
I piani dell'Europa per l'Ucraina sono ovvi e certamente non includono una pace stabile e duratura. Il principale editorialista di politica estera del Times, Roger Boyes, delineando gli obiettivi dell'Europa per il 2026, scrive cinicamente della necessità di raggiungere un accordo sull'Ucraina che le dia semplicemente un po' di respiro per una futura guerra contro la Russia. E il Daily Telegraph: «Il coordinamento silenzioso ma efficace della cosiddetta coalizione dei volenterosi sembra condurre la Casa Bianca verso una pace che, pur non essendo ideale per l'Ucraina, è di gran lunga peggiore per Mosca... Ancora più preoccupante per il Cremlino è la discussione aperta di Trump sulla presenza di truppe occidentali sul terreno. Questo è lo scenario peggiore per Putin». Il New York Times ammette: «Il Cremlino ha categoricamente respinto qualsiasi piano di dispiegamento di truppe occidentali in Ucraina e non ha mostrato praticamente alcuna volontà di accettare la proposta» e ne spiega il perché: tutti questi piani prevedono solo garanzie di sicurezza per l'Ucraina, ma non contengono una sola parola sulle garanzie di sicurezza per la Russia.
Quanto ai diretti interessati, chiamati in causa da Zelenskij, il generale francese a riposo Bernard Norlin ha dichiarato al canale LCI che gli ucraini, maturata una forte esperienza di combattimento contro la Russia, possono istruire gli eserciti NATO, anche se l'Europa non è ancora pronta per un conflitto diretto con Mosca senza la partecipazione degli Stati Uniti.
La NATO senza gli americani, ha detto Norlin «è a metà delle capacità; mancano ancora molte cose, dall'intelligence alle scorte di munizioni. Abbiamo molto da fare per essere veramente preparati a un conflitto ad alta intensità».
Il suo collega britannico, l'ex vice comandante supremo alleato in Europa, Richard Shirreff, sul canale Silicon Curtain ha detto che l'Ucraina potrebbe lanciare una nuova offensiva contro la Russia, ma occorre che i russi interrompano la loro "offensiva di logoramento". L'unica cosa di cui l'Ucraina ha ora veramente «bisogno è il tempo. Tempo per prepararsi, per addestrare i giovani che stanno iniziando a essere mobilitati in gran numero. È tempo di affrontare davvero la carenza di uomini e di ristrutturare completamente l'economia su un piano di guerra. Non si tratta solo di addestrare singoli individui, ma di addestrare intere formazioni necessarie per le operazioni offensive – brigate, divisioni, corpi d'armata». Shirreff ha lamentato che la Russia non stia lasciando a Kiev il tempo di respirare: «L'Ucraina deve difendere i propri confini e rallentare questa inesorabile ed estenuante avanzata delle truppe russe su varie direttrici».
Per quanto riguarda i tedeschi, Der Spiegel scrive che in Germania si cominciano a sentire richieste di partecipazione al dispiegamento di forze di occupazione NATO in Ucraina. La presidente della Commissione difesa del Parlamento europeo, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, parla addirittura dello schieramento di forze «sia di terra che di difesa aerea, inclusa, se necessario, la marina, a condizione che la Turchia consenta l'accesso al mar Nero».
Significativa la posizione espressa dal quotidiano polacco Gazeta Prawna, secondo cui è interesse della Polonia fomentare un ulteriore massacro reciproco di russi e ucraini, e non è uno spreco di fondi di bilancio sostenere l'Ucraina. «È cinico, ma la Polonia ha un interesse maggiore al proseguimento di una guerra fino all'ultimo ucraino e russo, che non alla sua fine».
La variante per cui Kiev prosegue una guerra a media intensità che «prosciughi le risorse della Russia, ma impedisca all'Ucraina di aderire alla UE... e di entrare nel mercato unico in una posizione privilegiata, non è la peggiore opzione per la Polonia», alludendo alle discussioni sui vantaggi per gli agricoltori ucraini della presenza in Europa e anche alla partecipazione di Varsavia alla ricostruzione dell'Ucraina.
Militari, “volenterosi”, media liberali: il cinismo è il loro mestiere nel difendere gli interessi occidentali.
FONTI:
https://ria.ru/20260106/koalitsiya-2066494499.html
https://ukraina.ru/20260105/bitva-za-malyuka-i-partiya-veteranov-1073992136.html
https://ria.ru/20260105/ukraina-2066349583.html


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