Gli USA minacciano, l’Iran risponde: la crisi tra navi da guerra e tavoli negoziali

1890
Gli USA minacciano, l’Iran risponde: la crisi tra navi da guerra e tavoli negoziali

L’ingresso nel Mediterraneo della più grande portaerei del mondo, la USS Gerald R. Ford, segna un nuovo passaggio nella crescente pressione militare degli Stati Uniti sull’Iran. Secondo i dati di tracciamento marittimo citati da The Times of Israel, il gruppo d’attacco della nave - che include anche un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke in transito dallo stretto di Gibilterra - si sta progressivamente avvicinando allo scacchiere mediorientale. La decisione arriva dopo l’ordine impartito dal presidente statunitense Donald Trump, in un contesto di tensioni rinnovate con Iran, alimentate prima dalle proteste interne e poi dal dossier nucleare e missilistico di Teheran.

Parallelamente al dispiegamento militare, Washington mantiene aperto il canale diplomatico: a inizio febbraio si sono svolti in Oman i primi contatti indiretti, seguiti da un nuovo round di colloqui a Ginevra. Da Teheran, tuttavia, il messaggio resta doppio. Da un lato, le autorità insistono sulla volontà di dialogo; dall’altro, avvertono che qualsiasi “errore strategico” statunitense riceverà una risposta dura. In questo quadro si inseriscono le esercitazioni navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione nello Stretto di Ormuz, con lanci di missili, droni e una temporanea chiusura parziale della rotta.

Il tono si è ulteriormente irrigidito sul piano diplomatico. L’ambasciatore iraniano all’ONU, Amir Saeid Iravani, ha scritto al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza per ribadire che l’Iran non inizierà alcuna guerra, ma risponderà in modo “decisivo e proporzionato” a ogni aggressione, nel quadro del diritto di autodifesa previsto dalla Carta ONU. Nel mirino, in particolare, le minacce di Trump di usare la base di Diego Garcia come piattaforma per un eventuale attacco. Sul fronte nucleare, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha riaffermato a Ginevra che il diritto dell’Iran alla tecnologia nucleare per scopi civili, sancito dal Trattato di non proliferazione, è “non negoziabile”.

Teheran continua a sostenere che il proprio programma è esclusivamente pacifico e richiama il divieto religioso imposto dalla Guida suprema sulle armi di distruzione di massa. Nel gioco delle parti entra anche Mosca. Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitry Peskov, si è detto pronto ad accogliere le riserve iraniane di uranio arricchito nell’ambito di un eventuale accordo, mentre il ministero degli Esteri russo ha avvertito che minacce e ricatti non favoriranno i negoziati. Tra navi da guerra, lettere all’ONU e tavoli diplomatici, la crisi resta sospesa tra deterrenza e dialogo. Ma il moltiplicarsi di assetti militari nella regione rende sempre più sottile la linea che separa la pressione politica da un’escalation fuori controllo.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE "TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA" - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa di Giuseppe Masala L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina   Una finestra aperta AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Referendum, guerre e bambini nel bosco di Alessandro Mariani Referendum, guerre e bambini nel bosco

Referendum, guerre e bambini nel bosco

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Una giustizia classista per il potere autoritario di Giuseppe Giannini Una giustizia classista per il potere autoritario

Una giustizia classista per il potere autoritario

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti