Obama firma una legge per fornire armi letali all’Ucraina

La decisione potrebbe far saltare definitivamente i fragili equilibri militari e diplomatici raggiunti in questi ultimi mesi

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Obama firma una legge per fornire armi letali all’Ucraina

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di Eugenio Cipolla

C’è una notizia che, nel bel mezzo del caos sollevato dall’abbattimento del jet russo da parte delle forze aeree turche, è passata praticamente inosservata, non destando alcun tipo di reazione nell’opinione pubblica, sempre più distratta dalla fluidità delle situazioni nelle aree di conflitto. Ieri il presidente americano Barack Obama, impegnato mediaticamente sul fronte siriano per cercare di tamponare l’avanzata (non solo militare) di Putin, ha firmato la versione aggiornata del bilancio della difesa per l’anno fiscale 2016.
 
Una legge controversa e molto discussa, la cui precedente versione era stata respinta da Obama stesso e dalle Commissione preposte di entrambe le Camere del Congresso, costringendo i relatori a pesanti modifiche. Per l’anno che verrà, gli Usa contano di impiegare 607 miliardi di dollari in spese militari, circa 5 miliardi in meno rispetto al 2015, riducendo diversi programmi di assistenza militare. Tra i programmi che si sono salvati spicca quello nei confronti dell’Ucraina.
 
Questa voce, denominata “Iniziativa a sostengo della sicurezza in Ucraina”, prevede che il capo del Pentagono, di concerto con il segretario di Stato statunitense, possa impiegare 300 milioni di dollari per fornire “assistenza adeguata in materia di sicurezza e intelligence”. Il che significa anche armi letali e sistemi anti-carro. La misura approvata è di natura consultiva e la sua attuazione sarà determinata dalle decisioni politiche del governo di Washington. Tuttavia, la decisione potrebbe far saltare definitivamente i fragili equilibri militari e diplomatici raggiunti in questi ultimi mesi e che hanno permesso al sud-est ucraino di vivere un periodo di relativa tranquillità sotto il punto di vista bellico.
 
Nelle scorse settimane era stato Vladimir Putin in persona ad intervenire sulla questione durante un’intervista con Interfax e Anadolu. «In un momento in cui i combattimenti si sono fermati e gli attacchi sono diminuiti – aveva detto - non è chiaro il motivo per il quale il Congresso degli Stati Uniti voglia consentire la fornitura di armi letali all’Ucraina». Il capo del Cremlino aveva richiamato l’attenzione sul fatto che ora «si è finalmente riusciti a raggiungere un regime di cessate il fuoco nella regione e le parti in conflitto hanno cominciato a cercare congiuntamente una soluzione comune».
 
Secondo il presidente russo, però, con questa mossa ci sarebbe il rischio serio di un nuovo inasprimento del conflitto, dovuto anche alla politica di Kiev. Le autorità ucraine, ha precisato Putin, rischiano di «trasformare quello in Donbass in un conflitto congelato. Continuano con il blocco del sud-est, dove non lasciano arrivato nessun alimento, nessun soldo, dove è stato di fatto eliminato il sistema bancario e dove c’è un mercato dell’export fermo». E’ per questo che «la Russia «sta fornendo loro l’assistenza necessaria alla sopravvivenza». Proprio oggi a Donetsk e Luhansk è arrivato il 46esimo convoglio di aiuti umanitari russi. Dall’inizio del conflitto, Mosca ha consegnato più di 54 mila tonnellate di merci umanitarie.
 
 
    

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