Per D'Alema Juncker rappresenta l'inizio della democrazia in Europa

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Per D'Alema Juncker rappresenta l'inizio della democrazia in Europa

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In un incontro alla Foundation for European progressive Studies (FEPS), il direttore dell'istituto Massimo D’Alema e Pascal Lamy, ex direttore del World Trade Organisation (WTO) hanno presentato le loro analisi sulle scelte politiche del PSE dopo le elezioni europee. Lo riporta Euractive.
 
Secondo D’Alema, Jean-Claude Juncker è il candidato naturale per la presidenza della Commissione europea, in quanto rappresentante di un voto popolare. "E' solo l'inizio. Potrebbe non essere un grande inizio, ma è comunque l'inizio della democrazia europea e se la interrompiamo non ci saranno altri candidati", ha dichiarato.
 
Ad una domanda di un giornalista sul fatto che Juncker in teoria rappresenta tutto ciò che una sinistra dovrebbe contrastare, D'Alema risponde in questo modo: "Jean-Claude Juncker è un uomo di compromesso. Juncker è un leader europeo, è capace di fare compromessi e non è un falco della destra. Vedremo che cosa accadrà ma molto dipende dall'equilibrio delle forze", ha concluso. 
 
Per Pascal Lamy i socialisti vogliono allargare la cooperazione commerciale globale, con ogni parte del mondo, ma gli Stati Uniti rimangono un partner privilegiato e l'accordo per l'area di libero scambio delle due sponde dell'Atlantico (TTIP) è la "pietra miliare di questa relazione". Per Lamy “un mercato di 800 milioni di persone è meglio di uno di 400". Si tratta di una questione politica sensibile in cui l'approccio deve tener conto "della protezione del consumatore". Lamy ha affermato che questo era "il messaggio chiaro" inviato dai cittadini europei alle scorse elezioni. 
 
Ricapitolando: per D'Alema Juncker è il migliore dei mondi possibili; per Lamy il TTIP è il sogno socialista e il voto delle elezioni europee è frutto della frustrazione di consumatori non protetti. E c'è ancora chi ha il coraggio di chiamarla sinistra...

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