Prestito a Kiev e armi Usa: si apre una nuova faglia dentro l'UE
"Germania e Paesi Bassi si oppongono a Parigi che sta cercando di impedire a Kiev di utilizzare il prestito europeo da 90 miliardi di euro per l'acquisto di armamenti statunitensi". Lo scrive oggi POLITICO citando varie fonti a conoscenza della nuova crepa interna all'Unione Europea.
E' noto come i paesi dell'UE abbiano virato su questo nuovo sostegno finanziario a Kiev nell'impossibilità di trovare un accordo sugli asset russi, durante il vertice del Consiglio europeo di dicembre. I paesi membri stanno ora negoziando le condizioni formali del finanziamento, a seguito della proposta presentata mercoledì dalla Commissione europea. Secondo due diplomatici dell'UE al corrente delle discussioni citati da POLITICO, oltre due terzi dei finanziamenti della Commissione dovrebbero essere destinati a spese militari, anziché al normale sostegno al bilancio.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, intende garantire un trattamento preferenziale alle imprese militari dell'UE per rafforzare l'industria della difesa del blocco, anche se ciò significa che Kiev non potrà acquistare immediatamente quanto necessario per contenere le forze russe.
La maggior parte dei paesi, guidati dai governi di Berlino e dell'Aia, sostiene invece che Kiev debba avere maggiore autonomia su come spendere il pacchetto finanziario dell'UE destinato al sostegno della sua difesa, secondo documenti di posizione visionati da POLITICO.
Queste tensioni, prosegue POLITICO, raggiungono un punto critico dopo anni di dibattiti sull'opportunità di includere Washington nei programmi di acquisto della difesa dell'UE. Le divisioni si sono acuite da quando l'amministrazione del presidente statunitense, Donald Trump, ha minacciato un'occupazione militare della Groenlandia.
I critici affermano che la spinta francese per introdurre una rigorosa clausola di "acquisto europeo" legherebbe le mani a Kiev, limitando la sua capacità di difendersi dalla Russia. "L'Ucraina ha urgente bisogno anche di attrezzature prodotte da paesi terzi, in particolare sistemi di difesa aerea e intercettori di fabbricazione statunitense, munizioni e pezzi di ricambio per gli F-16, nonché capacità di attacco in profondità", ha scritto il governo olandese in una lettera agli altri paesi dell'UE, visionata da POLITICO.
Mentre la maggior parte dei paesi, Germania e Paesi Bassi inclusi, sostiene una clausola generale di "acquisto europeo", solo Grecia e Cipro – che attualmente mantengono una posizione neutrale in quanto presidenti di turno del Consiglio dell'UE – appoggiano la pressione francese per limitare il programma alle sole aziende europee, secondo diversi diplomatici a conoscenza dei negoziati. I Paesi Bassi, in particolare, hanno suggerito di stanziare almeno 15 miliardi di euro affinché l'Ucraina possa acquistare armi straniere non immediatamente disponibili in Europa. "L'industria della difesa dell'UE non è attualmente in grado di produrre sistemi equivalenti o di farlo nei tempi richiesti", ha scritto il governo olandese nella sua lettera.

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