"Propaganda filorussa"? Il “Leopardi” di Recanati rivendica la sua autonomia scolastica
496
di Leonardo Sinigaglia
Il 7 febbraio scorso nel Liceo "Leopardi" di Recanati si è svolto, durante un momento di autogestione, un incontro online con i giornalisti Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso, da anni impegnati a documentare il conflitto nel Donbass e a dare voce alla popolazione della regione.
L'incontro, promosso da uno studente dell'istituto, ha riscontrato l'interesse di diversi giovani, che hanno posto ai due giornalisti domande sul loro lavoro e sulle loro esperienze.
Un momento d'informazione che ha bucato, anche solo per un momento, il monopolio del discorso sul conflitto russo-ucraino detenuto in Occidente da fondamentalisti desiderosi di portare il nostro Paese in guerra contro la Federazione Russa. Ciò non poteva che suscitare l'ira di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, già protagonista di numerosi tentativi di censura ai danni di voci dissidenti.
Appena appresa la notizia dell'incontro, la Picierno ha provveduto a scrivere al dirigente scolastico del "Leopardi" e a spingere un deputato di Azione a rivolgere al ministro Valditara un'interrogazione parlamentare, per cercare di capire come fosse stato possibile vedere all'interno di una scuola italiana "narrative proprie di paesi ostili". Le sollecitazioni della Picierno hanno provocato l'immediato invio nella struttura di alcuni ispettori ministeriali, i quali, stando alle dichiarazioni degli studenti, avrebbero interrogato per un'intera mattinata professori, bidelli e lo stesso dirigente scolastico.
Dalla scuola materna sino all'università, la scuola italiana vede una presenza pervasiva di propaganda euro-atlantista spacciata come "educazione civica" o nascosta tra le pieghe dei testi di Storia e Letteratura. Tutto ciò non ha mai destato preoccupazioni per il venir meno del "pluralismo", ma è stato anzi sempre presentato come fattore "virtuoso", parte del processo di costruzione di quella "Generazione Erasmus" alla quale si vorrebbe ridurre tutti i giovani italiani.
È bastata però una sola ora di confronto con due giornalisti per mandare in crisi tutto l'apparato propagandistico europeista, segno di come questo, basandosi su finzioni e mistificazioni, sia intrinsecamente debole.
La denuncia della Picierno ha dato il via al fuoco di fila di tutti gli estremisti filo-Occidentali: Più Europa, Azione, Ora! e altre formazioni non hanno perso tempo per condannare il gesto e chiedere "risposte" al governo su come sia stato possibile aver permesso l'ingresso di un pensiero divergente all'interno di una scuola italiana. Ma i partiti europeisti non sono stati gli unici a reagire: il ragazzo promotore dell'incontro ha subito a mezzo web numerose minacce da parte di locali militanti di estrema destra, sostenuti da alcuni giovani ucraini.
Davanti all'intrusione della Picierno e agli attacchi nei confronti del loro compagno, gli studenti del "Leopardi" hanno espresso il proprio disappunto, dichiarandosi anche pronti alla mobilitazione. Lo stesso Consiglio d'Istituto ha rispedito al mittente le accuse rivolte [1], affermando la natura pretestuosa di queste. Si tratta, scrive il Consiglio, di un tentativo di strumentalizzazione politica che non può essere legittimato.
Dopo mesi di azione censoria, finalmente la Picierno è costretta ad affrontare la ribellione di una scuola che ha deciso di dire di no alla sua arroganza.

1.gif)
