"Proprio così, i greci stanno scioperando per il diritto di sciopero."

Può sembrare ridicolo, ma gli scioperi sono così comuni in Grecia che esiste un sito web loro dedicato.

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"Proprio così, i greci stanno scioperando per il diritto di sciopero."

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di Tyler Durden , 12 gennaio 2018

(traduzione di Voci dall'estero)
 

Stando ai mercati, in Grecia è in atto una ripresa straordinaria. Al punto che, di fatto, le obbligazioni greche con scadenza a due anni oggi offrono un tasso inferiore a quello delle obbligazioni di pari scadenza emesse dal Tesoro americano. Ebbene sì, secondo i mercati la Grecia ora dal punto di vista del rischio di credito è più sicura degli Stati Uniti.

 

 

Eppure, basta una rapida occhiata dentro l’economia reale greca per scoprire che nulla è stato risolto. In realtà si può sostenere che le cose oggi sono messe peggio di quando la Grecia ha fatto default (per la prima volta),

 

Secondo le statistiche della IAPR (Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche)le tasse non pagate in Grecia attualmente equivalgono a più del 55% del PIL del Paese a causa – diciamolo – dell’impossibilità delle persone di pagare tasse in continuo aumento. Il debito scaduto nei confronti dello Stato ha raggiunto quasi 100 miliardi di euro, di cui solo 15 miliardi di euro hanno una qualche possibilità di essere restituiti alle casse del governo, poiché la maggior parte è dovuta da imprese fallite e da persone morte.

 

Le autorità fiscali greche nel 2017 hanno sequestrato pensioni, stipendi e beni di oltre 180.000 contribuenti, mentre i crediti inesigibili delle casse dello Stato continuano a crescere. L’Autorità indipendente per le entrate pubbliche ha confiscato quasi 4 miliardi di euro nei primi dieci mesi di quest’anno, con misure coattive che, a quanto si riporta, nel 2018 riguarderanno 1,7 milioni di debitori morosi.

 

Il credito deteriorato dello Stato in Grecia è cresciuto al ritmo di un miliardo di euro al mese dal 2014 e quasi 4,17 milioni di contribuenti attualmente devono denaro al Paese, il che significa che un greco su due è direttamente indebitato.

 

A dimostrazione dell’immensa portata del disastro economico, un recente articolo di Kathimerini ha rivelato che i creditori greci propongono tagli enormi, fino al 90%, a chi è indebitato per prestiti al consumo, carte di credito o prestiti a piccole imprese non sostenuti da garanzie.

 

Nel contesto della vendita di un portafoglio di crediti inesigibili da 2,5 miliardi di euro (denominato Venus), Alpha Bank sta utilizzando come incentivo importanti tagli al debito, proposti in lettere che ha inviato a circa 156.000 debitori. Il fatto che ciò riguardi circa 240.000 crediti inesigibili significa che alcuni debitori potrebbero avere due o tre prestiti scaduti.

 

Un altro importante finanziatore locale, Eurobank, sta impiegando la stessa strategia per una serie di prestiti che ammontano in totale a 350 milioni di euro. La maggior parte dei prestiti riguarda somme tra i 5.000 e i 7.000 euro ciascuno, la cui restituzione è in ritardo di oltre un decennio. È così: la maggior parte dei greci non è in grado di restituire alcune migliaia di euro, senza andare in bancarotta.

 

Tutto questo significa che le banche si aspettano di riscuotere una piccola parte di questi debiti – solo 250 milioni di euro per Alpha e 35 milioni per Eurobank – con un taglio netto del 90%, accettando ormai che il resto del debito non è più riscuotibile.

 

Ma per una rappresentazione più accurata dello stato reale delle cose, rivolgiamoci alla Reuters, che riferisce che i lavoratori della metropolitana, portuali e i medici statali hanno intenzione di scioperare venerdì, nella prima grande contestazione organizzata nel Paese del 2018, per protestare contro una nuova legge che limiterà il loro diritto di interrompere il lavoro.

 

Proprio così, i greci stanno scioperando per il diritto di sciopero.

 

Il 15 gennaio si prevede che il Parlamento voterà una controversa riforma, che renderebbe più rigide le regole sulle interruzioni del lavoro, o sugli scioperi sindacali: una condizione imposta dai creditori che hanno prestato milioni alla Grecia a partire dal 2010. Secondo la normativa attuale, i sindacati greci possono dichiarare scioperi se hanno il supporto di un terzo dei loro membri. La nuova legge eleverebbe questa soglia al 50%, limite che i creditori sperano possa diminuire la frequenza degli scioperi e migliorare la produttività che è inferiore di circa il 20% rispetto alla media UE, secondo i dati dell’OCSE.

 

Può sembrare ridicolo, ma gli scioperi sono così comuni in Grecia che esiste un sito web loro dedicato.


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