Quando la piazza diventa un campo di battaglia geopolitico: l’Iran sotto attacco

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Quando la piazza diventa un campo di battaglia geopolitico: l’Iran sotto attacco

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Negli ultimi giorni l’Iran è stato attraversato da violenti disordini che, come denunciano con forza da Teheran, non sono il frutto di una protesta spontanea ma di un’operazione pianificata da servizi d’intelligence stranieri. Diverse persone arrestate avrebbero confessato di aver ricevuto fondi dall’estero e, in alcuni casi, anche addestramento in altri Paesi, con l’obiettivo di creare un pretesto per un’escalation militare contro la Repubblica Islamica.

Mentre le operazioni di sicurezza proseguono, mercoledì a Teheran si sono svolti imponenti funerali per circa 300 cittadini iraniani, tra civili e membri delle forze di sicurezza, uccisi durante i giorni di violenze. Il corteo, partito dall’Università di Teheran fino all’incrocio Valiasr, è stato il più grande mai registrato nella capitale, trasformandosi in una dimostrazione di unità nazionale e coesione interna.

Secondo il Ministero dell’Intelligence, le proteste inizialmente legate a rivendicazioni economiche sono poi state fatte deragliare in rivolte armate, con attacchi a moschee, infrastrutture pubbliche e forze di sicurezza. Le autorità denunciano azioni palesemente coordinate, con il coinvolgimento di gruppi terroristici collegati all’entità sionista israeliana e con il sostegno logistico e finanziario di Stati Uniti e Mossad. Finora sono stati arrestati centinaia di responsabili, sequestrate armi ed esplosivi e aperti numerosi fascicoli giudiziari.

Intanto arriva un ennesimo cambio di posizione da Washigton, l’ondivago presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che, secondo “fonti affidabili”, sarebbero cessate le uccisioni e non sarebbero quindi previste missioni militari per colpire in Iran. Teheran, da parte sua, ha smentito le cifre gonfiate diffuse da alcuni media occidentali, ribadendo la distinzione tra protesta legittima e tentativi di destabilizzazione pilotati dall’esterno.


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