Sauditi in ritirata: le forze yemenite liberano Mokha dopo anni

1176
Sauditi in ritirata: le forze yemenite liberano Mokha dopo anni

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il 10 settembre, le Forze Armate yemenite (YAF), guidate da Ansarallah, hanno conquistato la città portuale sud-occidentale di Mokha con un’avanzata fulminea, arrivata dopo le pesanti perdite inflitte dalle YAF all’Arabia Saudita e ai suoi alleati in Yemen.

Reuters ha citato fonti secondo cui Mokha sarebbe caduta nelle mani delle truppe YAF giovedì.

Il corrispondente di Al Jazeera a Sana'a ha inoltre riferito che le forze YAF guidate da Ansarallah hanno "ottenuto una straordinaria vittoria contro le forze governative yemenite riconosciute a livello internazionale". “La città è stata conquistata. Le forze governative [riconosciute a livello internazionale e sostenute dall'Arabia Saudita] hanno ritirato completamente tutte le loro divisioni militari”, hanno riferito fonti locali al corrispondente. Secondo il giornalista di Al Jazeera, le YAF hanno ora "il pieno controllo per impedire alle navi di attraversare Bab al-Mandab e... la capacità di tagliare tre principali linee di rifornimento al governo nel sud del paese".

Le forze guidate da Ansarallah avevano perso Mokha nel 2017, durante i combattimenti contro le truppe sostenute da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

La riconquista avviene a seguito di un'importante mobilitazione delle YAF iniziata all'inizio di quest'anno, mirata a espellere le forze sostenute da Riad e ciò che resta delle milizie appoggiate dagli Emirati. L'avanzata segue anche le gravi perdite subite dalle truppe yemenite legate al Consiglio presidenziale di leadership (PLC), con sede ad Aden e appoggiato dall'Arabia Saudita.

Poche ore prima della caduta di Mokha, il presidente del governo di Sana'a, Mahdi al-Mashat, ha rilasciato una dichiarazione promettendo l'amnistia a tutti i combattenti sostenuti dall'Arabia Saudita che avessero deposto le armi. Un comunicato diffuso giovedì mattina dai media ufficiali delle YAF confermava che Mashat aveva concesso "un'amnistia presidenziale a tutti coloro che sono stati ingannati e indotti a combattere sui fronti della costa occidentale, a condizione che depongano le armi e tornino in sé". Il comunicato intimava alle autorità locali dei governatorati di Hodeidah e Taiz di adottare i provvedimenti necessari per attuare la misura.

Il giorno precedente, nuovi attacchi missilistici yemeniti avevano colpito infrastrutture militari ed energetiche all'interno del regno saudita, già oggetto di pesanti raid negli ultimi giorni. La recente escalation delle operazioni di rappresaglia di Sana'a è stata innescata dall'attacco saudita di luglio contro l'aeroporto internazionale della capitale yemenita. Lo scalo si trova sotto blocco da oltre un decennio, ossia da quando Riad ha lanciato la sua dura campagna militare contro lo Yemen nel 2015 alla guida di una coalizione araba.

Nel 2023, il processo di pace tra Arabia Saudita e Yemen era quasi giunto a un accordo definitivo. Sebbene i colloqui si siano poi arenati, l'iniziativa ha evitato una grave escalation immediata. Tuttavia, il regno ha continuato per anni gli attacchi e il blocco dei porti e degli aeroporti yemeniti. Di fronte a questa situazione, Sana'a si è mobilitata intensamente promettendo di espellere definitivamente la coalizione a guida saudita dal paese. "La continua aggressione saudita contro lo Yemen non resterà impunita né senza risposta. Il nemico saudita deve subire le conseguenze dei suoi crimini contro il popolo yemenita", ha dichiarato il portavoce dell'esercito yemenita Yahya Saree al termine delle ultime operazioni militari.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González di Geraldina Colotti L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González

L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso di Giuseppe Giannini Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti