Scontro USA-Regno Unito su Israele: Washington minaccia ritorsioni economiche contro Londra

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L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha dichiarato che Washington risponderà duramente qualora la Gran Bretagna dovesse procedere con le sanzioni commerciali contro gli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata. Intervistato dalla BBC, il diplomatico ha avvertito che le contromisure potrebbero arrivare sia a livello federale che dai singoli Stati americani.

Huckabee ha evidenziato che una simile azione nei confronti di "un partner come Israele" rischia di provocare un "enorme impatto economico sulle imprese britanniche", sottolineando come molte di esse rischino di ritrovarsi "escluse" dall'operare in diversi Stati americani. Ha inoltre aggiunto che il divieto sulle merci provenienti dagli insediamenti costituirebbe una "discriminazione nei confronti del popolo ebraico", citando la Florida tra i primi Stati pronti a colpire l'interscambio con il Regno Unito.

Già nel fine settimana, l'ambasciatore aveva accusato il governo britannico di "odio verso gli ebrei", in risposta alle critiche mosse alle azioni israeliane a Gaza dal ministro degli Esteri britannico Ed Miliband.

Sulla stessa linea si è espresso il deputato repubblicano della Florida Randy Fine, affermando che la legislazione da lui promossa a livello statale "vieterebbe a qualsiasi azienda britannica costretta ad adeguarsi alle sanzioni di fare affari con gli enti pubblici e locali della Florida". Ha poi specificato che le imprese aderenti al boicottaggio verrebbero escluse anche da permessi o accordi fiscali agevolati per operare nello Stato.

Anche il presidente israeliano Isaac Herzog, in un messaggio video, ha commentato la vicenda sostenendo che la Gran Bretagna si sta ponendo "dalla parte sbagliata della storia" e definendo il provvedimento "un grave errore di valutazione" e "una palese ingerenza nelle dinamiche democratiche di una nazione sovrana".

L'escalation diplomatica giunge a seguito della decisione del Primo Ministro britannico Andy Burnham di imporre un blocco totale al commercio con gli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata, affiancato da possibili sanzioni mirate contro singoli coloni e ministri del governo israeliano.

Dura anche la reazione del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, che ha attaccato pubblicamente Miliband definendo "paternalistiche" le sue posizioni sul progetto edilizio nell'area E1. L'insediamento E1, se completato, dividerebbe in due la Cisgiordania occupata aprendo una frattura con Gerusalemme Est e compromettendo definitivamente la prospettiva di uno Stato palestinese — obiettivo che diversi funzionari israeliani hanno apertamente confermato di voler perseguire.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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