Seoul indignata con Kiev: le resurrezioni non sono una prerogativa ucraina

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Seoul indignata con Kiev: le resurrezioni non sono una prerogativa ucraina

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di Fabrizio Poggi
 

Un segnale dei nuovi rapporti tra Pyongyang e Seoul è venuto di recente anche dall'agenzia sudcoreana Yonhap che, quantunque abbia scritto della sostituzione delle tre più alte cariche militari della RDPC (avrebbero espresso dubbi sull'opportunità dell'incontro tra Kim Jong Un e Donald Trump) ha mancato però, tra la costernazione dei media nostrani, di aggiungere che i tre siano stati poi fatti sbranare da contadini nordcoreani, ridotti appositamente alla fame.
 

Gli alti ufficiali, graziati in una manifestazione di buona volontà nei confronti del nuovo inquilino della Casa Bianca “amico di Putin”, sarebbero il Ministro della difesa Pak Yong-sik, sostituito dal primo vice Ministro No Kwang-chol, Ri Myong-su, capo di Stato maggiore del KPA, sostituito dal suo vice, Ri Yong-gil e Kim Su-gil, sostituito alla direzione dell'Ufficio politico dell'Esercito dal generale Kim Jong-gak.
 

"Nel quadro dei cambiamenti nelle relazioni inter-coreane e della situazione nella penisola coreana” scrive la Yonhap, “il Nord sembra aver introdotto figure nuove, poiché i precedenti funzionari non avevano sufficiente flessibilità di pensiero". In particolare, sembra che il giovane neo Ministro della difesa No Kwang-chol sia stato definito “persona moderata."
 

La Yonhap, in uno slancio di manifestazione di buon vicinato, ipotizza che le sostituzioni possano essere state indirizzate a contenere le obiezioni dei militari a un accordo sulla denuclearizzazione, cui Kim potrebbe accedere nel corso dei colloqui con Trump il 12 giugno a Singapore. Secondo un'altra fonte dell'Intelligence sudcoreana, le sostituzioni potrebbero rappresentare un semplice ricambio generazionale.


Per quanto riguarda, specificamente, il rinnovamento generazionale, per l'occasione sarebbe stato completamente rimesso a nuovo Ri Yong-gil, precedentemente fatto giustiziare a febbraio 2016, per "faziosità, abuso di autorità e corruzione". Al solito, la notizia era stata divulgata da “fonti di Seoul”, diligentemente riprese dagli annunciatori televisivi del mondo libero. Meno diligentemente, poi, quando a maggio dello stesso anno i media della RDPC avevano diffuso foto di Ri molto poco morto e lo avevano inserito tra i membri della Commissione militare centrale del Partito de l lavoro, si era democraticamente evitato di dar notizia della sua resurrezione.


A partire dal 2012, sembra che il “sanguinario dittatore” abbia fatto ammazzare – sbranati dai cani, sparati con la contraerea o appesi per i capelli: la scelta è individuale – almeno tre o quattro diversi capi dell'esercito: Ri Yong-ho nel 2012; il suo successore, Hyon Yong-chol, nel 2015 e il di lui successore, Ri Yong-gil, tutti miracolosamente resuscitati e apparentemente senza cicatrici di morsi o buchi nello stomaco.


Inspiegabile!


Il fatto è, come nota Sputniknews.com, che le famose “testimonianze” rese ciclicamente pubbliche da “fonti autorevoli”, giapponesi o sudcoreane, “spesso collassano quando vengono passate al microscopio. Meno inspiegabilmente: il “governo sudcoreano paga somme considerevoli” per la diffusione delle storie e le cifre aumentano in rapporto diretto alla stravaganza del racconto. Pare che, nel 2017, “la media di Seoul per tali storie fosse di 860.000 dollari”, anche se non è dato sapere, scrive Sputnik, quanto avesse intascato l'ex diplomatico nordcoreano disertore, Thae Yong Ho, per aver giurato alla Yonhap sull'esecuzione di Ri Yong gil.


Dalla Kiev putschista mandano a dire che, loro, i morti ammazzati li fanno resuscitare in diretta tv.

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