Siria, risarcimento e ricostruzione: il blocco NATO-Golfo impunito come sempre

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Siria, risarcimento e ricostruzione: il blocco NATO-Golfo impunito come sempre

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di Marinella Correggia


"I paesi occidentali hanno perso in Siria, non potranno dettare condizioni politiche ed economiche nel suo futuro, quindi evitino di finanziare la ricostruzione". Questa in sintesi l'esortazione pubblicata su Foreign Affairs  e scritta da Sam Heller, statunitense con base a Beirut che fa "analisi" pagate dalla Century Foundation – autodefinentesi "think tank progressista, non di parte". Heller sembra poi rendersi conto che nel suo invito, riferito a un paese semidistrutto dalla guerra, si potrebbe ravvisare una certa inumanità e mitiga, scrivendo che l'Occidente deve limitarsi a finanziare i paesi che ospitano i rifugiati siriani, e magari togliere le sanzioni per favorire settori economici siriani legati all'estero.  



 

Da un lato ci si dovrebbe augurare che l'Occidente non arrivi a metter mano oscenamente alla torta della ricostruzione siriana, guadagnandoci dopo aver appoggiato in tutti i modi i gruppi terroristi grazie ai quali la guerra è andata avanti per sei anni con tanti morti e immani distruzioni. Il governo siriano, del resto, ha appunto detto che i nemici della Siria non avranno spazio e che la ripresa economica vedrà in prima fila i paesi amici, come Cina, Russia, Iran (ma allora che ci fanno le delegazioni dell'ultim'ora di politici occidentali in pellegrinaggio a Damasco, schifata fino all'altro ieri?)..
 

C'è però qualcosa che Heller dimentica. Se il diritto internazionale funzionasse, se il proverbio "chi rompe paga" operasse in geopolitica, la ricostruzione della Siria dovrebbe essere pagata a fondo perduto e senza condizione alcuna dal blocco Nato/Golfo cioè il gruppo di paesi che, riuniti per anni sotto il cappello "Amici della Siria", si sono resi colpevoli di una guerra di aggressione, per interposti gruppi terroristi. Non si dovrebbe trattare di un investimento economicamente vantaggioso, non di un piano Marshall capestro, ma di un semplice – e colossale – risarcimento danni. Ricordiamo che nel 1986 il Nicaragua vinse il ricorso internazionale presentato alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, presentato contro gli Stati uniti per il loro finanziamento ai terroristi della contra (anche se poi gli Usa non pagarono nulla, come del resto in tutti gli altri casi).
 

Certamente nessun risarcimento sarà pagato alla Siria perché il diritto internazionale non funziona e tutto è all'insegna dell'impunità: gli impuniti trionfano. 

 

Marinella Correggia

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