Tusk contro Nawrocki, la crisi polacca mette a nudo le contraddizioni dell'UE

505
Tusk contro Nawrocki, la crisi polacca mette a nudo le contraddizioni dell'UE

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La Polonia precipita in una gravissima crisi istituzionale, con il conflitto tra il governo del premier Donald Tusk e il presidente Karol Nawrocki che raggiunge un livello di scontro senza precedenti. Al centro della battaglia c'è il Tribunale costituzionale, diventato il terreno di una contesa sul controllo delle istituzioni e sulla legittimità dei poteri dello Stato. Tutto è precipitato venerdì, quando Anna Korwin-Piotrowska, giudice con maggiore anzianità di servizio tra i componenti del Tribunale, ha assunto la direzione dell'organismo disponendo la sospensione temporanea dalle funzioni del presidente Bogdan Swieczkowski e del vicepresidente Bartlomiej Sochanski. La decisione è arrivata dopo che il procuratore generale Waldemar Zurek ha presentato cinque richieste di revoca dell'immunità dei due vertici, accompagnate da cinquanta volumi di documentazione relativi alle presunte irregolarità contestate.

La mossa ha innescato una durissima reazione dell'opposizione, che ha denunciato un tentativo di conquista politica del Tribunale. Jaros?aw Kaczy?ski e altri esponenti del PiS, di Konfederacja e di altre formazioni conservatrici sono scesi in piazza davanti alla sede dell'organismo. Per il leader del PiS si tratta di un vero e proprio colpo di Stato. Il governo di Tusk respinge le accuse e presenta invece l'intervento come un passaggio necessario per ripristinare lo Stato di diritto dopo gli anni di governo della destra. La situazione è precipitata ulteriormente con il ritorno anticipato di Nawrocki dal Senegal. Il presidente ha interrotto il viaggio ufficiale e, nella notte, si è recato personalmente nella sede del Tribunale costituzionale insieme al primo presidente della Corte Suprema, Zbigniew Kapinski. L'ingresso è stato accompagnato da momenti di tensione e da una colluttazione con la giudice Korwin-Piotrowska, sulle cui dinamiche le parti forniscono versioni contrapposte. Nawrocki ha denunciato la violazione dell'ordine costituzionale e la presa con la forza di un organo dello Stato, convocando consultazioni urgenti con i rappresentanti delle forze parlamentari. Anche Swieczkowski ha parlato apertamente di colpo di Stato, sostenendo che un edificio può essere occupato con l'inganno, ma non si può così acquisire il controllo legittimo di un'istituzione costituzionale.

Nel frattempo, l'eurodeputato polacco Dominik Tarczynski ha allargato lo scontro alla dimensione europea, accusando Berlino di esercitare pressioni sul governo Tusk. Secondo la sua ricostruzione, dietro il tentativo di mettere sotto controllo il Tribunale ci sarebbero anche progetti di adesione all'euro, trasferimento delle riserve auree polacche alla Banca centrale europea con sede a Francoforte e apertura delle frontiere ai migranti. Accuse politicamente pesanti, che si inseriscono in una contrapposizione sempre più aspra tra la visione sovranista dell'opposizione e l'orientamento europeista dell'attuale esecutivo.

La crisi polacca mette così a nudo anche le profonde contraddizioni dell'Unione Europea. Bruxelles invoca continuamente lo Stato di diritto e il rispetto delle istituzioni, ma il principio sembra assumere un significato diverso a seconda di chi governa e degli interessi politici in gioco. Quando sono in discussione governi non allineati agli indirizzi comunitari, la difesa della legalità diventa una questione europea; quando invece lo scontro riguarda gli equilibri interni di un Paese guidato da forze pienamente integrate nell'architettura euro-atlantica, le tensioni istituzionali vengono spesso ricondotte a una vicenda nazionale. Sullo sfondo resta inoltre il nodo della sovranità: moneta, riserve auree, controllo delle frontiere e autonomia decisionale. Questioni sulle quali l'integrazione europea continua a procedere, non senza resistenze, mentre il confronto su chi debba realmente decidere il futuro degli Stati membri rimane irrisolto. La Polonia diventa così l'ennesimo banco di prova delle contraddizioni di un'Unione che proclama il rispetto della sovranità e dello Stato di diritto, ma che deve ancora fare i conti con il rapporto tra autonomia nazionale e centralizzazione del potere.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina di Alessandro Bartoloni Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti