Ucraina. I manifestanti abbattono la statua di Lenin a Kiev

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Ucraina. I manifestanti abbattono la statua di Lenin a Kiev

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La “Marcia di un Milione”, organizzata a Kiev dalle opposizioni ucraine in disaccordo con la decisione del presidente Viktor Yanukovich di non avviare il processo d’integrazione europea, ha confermato in parte i timori della vigilia. 
 
Infatti, come documentato dall’emittente Russia Today, il movimento di estrema destra Svoboda (Libertà) – assieme ad altri contestatori non affiliati – ha abbattuto la statua di Vladimir Lenin collocata in viale Shevchenko dal 1946. I nazionalisti ucraini incappucciati hanno anche urlato: “Yanukovich, sarai tu il prossimo!”, intonando l’inno nazionale. Una volta divelta dalla base, la statua dello storico leader bolscevico è stata distrutta a colpi di martello, alcuni dei quali ricevuti da esponenti del clero ortodosso locale. Al momento della distruzione la polizia non era presente.
 
Il portavoce di Svoboda Yuri Sirotyuk ha difeso il gesto, precisando che la statua di Lenin è illegale proprio in ottemperanza a un decreto emanato nel 2009 dal precedente Capo di Stato ucraino Viktor Yushchenko. Si tratta del secondo tentativo, dopo il primo andato a vuoto a inizio mese. Aleksandr Popov, capo dell’amministrazione cittadina, ha condannato l’episodio e l’ha classificato come “atto di vandalismo che non ha niente in comune con la democrazia”.
 
Le manifestazioni scoppiate nelle ultime settimane in Ucraina hanno preso una piega diversa rispetto ai motivi originari della protesta: adesso la matrice delle contestazioni è marcatamente anti-governativa più che pro-europea. Batkivshchyna – il partito di Yulia Tymoshenko –, l’Udar dell’ex pugile Vitali Klitschko e i nazionalisti di Svoboda hanno formato un nuovo fronte d’opposizione al Partito delle Regioni del presidente Yanukovich e all’ingerenza di Vladimir Putin.

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