Un modello virtuale per il futuro dell'economia cinese

Alibaba.com i cui fatturati eguagliano quelli di e-bay ed amazon sta fornendo l'esempio virtuale da seguire per la società cinese

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Un modello virtuale per il futuro dell'economia cinese

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Uno dei luoghi comuni sull'economia cinese è che i cinesi sono bravi nel copiare, ma nono saprebbero inventare niente: non è nel loro Dna ed il tipo di educazione e formazione rinforza questa tendenza. Friedman in China We (don't) trust si domanda il perchè il popolo che ha inventato la carta da scrivere, la polvere da sparo, il compasso magnetico improvvisamente abbia deciso di copiare solo la tecnologia altrui. E la risposta il Columnist del NYT la individua nella mancanza di fiducia come collante della società cinese. Dove c'è fiducia in società, l'innovazione avviene perché le persone si sentono sicure di rischiare, impegnarsi in progetti di lungo periodo, condividere le loro idee senza paura che le loro creazioni vengano rubate.
Quindi il peggior freno oggi alla crescita della Cina come società moderna ed innovativa, è che rimane priva di fiducia. Il paese si trova diviso tra la antica strutturazione in villaggi e famiglie, che ha creato le sue regole societarie ed un nuovo sistema basato sulla rule of law ed un sistema giudiziario indipendente. Il partito comunista ha distrutto il primo, ma non ancora ultimato di costruire il secondo perché ciò significherebbe cedere porzioni di potere che al momento non sembra disposta a cedere.
Partecipando all'“AliFest”, l'incontro annuale delle imprese americane legate al gigante dell'e commerce cinese  Alibaba.com-  fondato nel 1999, le cui vendite quest'anno potrebbero arrivare ad eguagliare quelle di eBay ed Amazon.com insieme, Friedman sostiene di aver compreso come questo elemento della fiducia possa essere la principale sfida futura dell'economia cinese. Alibaba funziona perchè ha costruito un sistema in cui venditori, consumatori ed investitori sono legati tra loro in una rete che non si sarebbe potuta creare nel sistema societario cinese. Tra gli esempi più celebri di questo miracolo virtuale, Friedman cita l'esperienza di Robert Luo, presidente di Classic-Maxim, oggi una delle principali aziende mondiali di arredo per alberghi. La svolta per l'impresa di Luo è arrivata nel 2006 quando ha potuto ricevere un importante ordine dagli Stati Uniti attraverso la piattaforma Alibaba ed ha potuto poi trasformare il suo business, ingaggiando artigiani ed artisti che lavoravano direttamente per il suo marchio.  
Alibaba — che serve una media di 100 milioni di consumatori al giorni, con 6 milioni e mezzo di negozi connessi e 20 milioni di manufacturers — sta creando un mega distretto aziendale virtuale ed un immenso mercato on line, all'interno del quale ognuno in Cina o all'estero può innovare, collaborare, creare o vendere prodotti o servizi. E può essere definita come una delle poche forme in Cina in cui ogni individuo può trovare il modo per avere successo su scala globale. L'altro aspetto che Friedman sottolinea analizzando Alibaba è che la creazione di questa mega struttura virtuale sta permettendo ad una nuova generazione di innovatori cinesi “low cost”di emergere. Questa è la ragione per cui Phillip Brown e Hugh Lauder, in un recente saggio su Eurozine.com, hanno sostenuto la tesi di un nuovo enorme spostamento che a breve il lavoro globale conoscerà,  dato che “molte delle cose che pensavamo potessero essere fatte solo in occidente, possono essere fatte oggi in molti luoghi ed in modo molto più economico”. 

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