Uno studio certifica la drammatica condizione psicologica degli esodati

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Uno studio certifica la drammatica condizione psicologica degli esodati

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Dal blog Le nostre pensioni di Raffaele Marmo:

Condotto da settembre 2013 ad aprile 2014, su un campione di 50 esodati, la ricerca ha puntato a verificare se la riforma pensionistica del 2011 ha provocato «l’insorgere di alterazioni psicopatologiche conclamate e se ha avuto ripercussioni sullo stato di salute generale e sulla qualità di vita dei diretti interessati».
 
I risultati non lasciano spazio a dubbi. Le persone coinvolte _ si legge nel report _ «condividono una dolorosa ed arrabbiata constatazione di uno stravolgimento esistenziale, non solo per effetto della sopraggiunta precarietà economica, ma anche per la rottura dei legami sociali, talvolta persino familiari». «L’inattesa perdita dell’identità sociale (non essendo né lavoratore né pensionato, l’esodato non ricopre alcun ruolo riconosciuto) porta inevitabilmente a riflettere sul tratto di vita già vissuto e su quello a venire. Sorge un sentimento di sfiducia, uno scoraggiamento, che fa sentire fragili, vulnerabili, inutili, impotenti. Alcuni sperimentano un senso di vergogna, che conduce lentamente all’isolamento». 

Le nuove regole «interrompono bruscamente ed inaspettatamente» il processo di costruzione del futuro di ciascuno e «stroncano una costruzione di senso». «Si fanno i conti con l’età, quella cronologica, quella lavorativa, quella mentale». «L’esodato ha la sensazione di non poter più andare né avanti né indietro. I progetti elaborati in precedenza non sono più realizzabili, non se ne possono fare di nuovi. I soldi messi da parte per un determinato scopo servono ora a pagare i contributi ed a vivere. S’intensifica la paura degli imprevisti e di non avere i mezzi per affrontarli. Sorge un senso di vergogna. Aumenta il sentimento di esclusione sociale».
 
 

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