Yemen, il Congresso USA non ferma la guerra

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di Fabrizio Chevron


Con grande soddisfazione di Mohammed Bin Salman e sollievo della Casa Bianca, gli Stati Uniti continueranno a partecipare alla criminale aggressione dello Yemen. Una risoluzione che avrebbe messo in forte discussione il supporto americano alla coalizione militare saudita è stata infatti bocciata al Senato, con 55 voti contrari e 44 favorevoli.


Il testo era frutto di un duro lavoro bipartisan fra Democratici, Repubblicani e figure indipendenti, fra cui Bernie Sanders, vero promotore dell'iniziativa.


Uomini di Trump e dello stato profondo statunitense si erano recati al Campidoglio nei giorni precedenti al voto per incontrare diversi senatori ed esprimere la contrarietà dell’amministrazione verso tale risoluzione.

Questo perché i vertici americani da sempre vedono la loro presenza in Yemen necessaria a contenere l’Iran, nonostante l’intervento della Repubblica sciita nel paese sia più che limitato.
Inoltre per la Casa Bianca sarebbe stato un vero e proprio incidente diplomatico un’eventuale vittoria di Sanders e alleati, poiché il voto coincideva con l’arrivo a Washington del Principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman.





Il Principe, fautore dell’attivismo del regno in Siria, Libano e Qatar, ha disperato bisogno del sostegno americano in Yemen.

Fino a oggi, infatti, l’intervento saudita nel paese è stato un completo disastro.

La monarchia spende ogni anno decine e decine di miliardi di dollari per sostenere il suo apparato militare e la fragile economia yemenita nelle aree controllate dalla coalizione.
Allo stesso tempo le forze rivoluzionarie Houthi, scarsamente equipaggiate e vittime di un totale blocco navale / aereo / terrestre, riescono a mantenere il controllo di larghe zone del paese e governano la capitale, Sana’a.

Negli ultimi mesi anche la stessa coalizione sembra essere divisa al suo interno.

Gli Emirati Arabi Uniti, desiderosi di ottenere un’influenza geostrategica nel Sud che li proietti dall’Oceano Indiano al Corno d’Africa, hanno cominciato ad appoggiare le forze separatiste meridionali in chiave anti-saudita.

In uno scenario così sfavorevole, la perdita dell’alleato statunitense e del suo supporto sarebbe stato un duro colpo per l’Arabia Saudita.

Gli americani hanno continuamente offerto ai sauditi un importante supporto logistico e di intelligence, oltre ad impressionanti forniture di armamenti e munizioni.

Inoltre, gli USA sono necessari a coprire a livello internazionale e mediatico i molteplici crimini di guerra commessi dall’Arabia Saudita e dalla sua coalizione nel paese.

La popolazione civile yemenita è costantemente vittima di bombardamenti mirati, come le infrastrutture civili, i mercati e le normali abitazioni.
La situazione umanitaria nel paese è drammatica, quasi 20 milioni di persone sono a rischio carestia e la popolazione è afflitta da molteplici epidemie, come quella recente di difterite.

Un popolo allo stremo, quindi, che non sembra preoccupare troppo i politici americani e il Presidente Trump, immortalato più che entusiasta con il principe Salman alla Casa Bianca.

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