Accordo sul bilancio: l’austerità trionfa anche negli USA

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Accordo sul bilancio: l’austerità trionfa anche negli USA

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Repubblicani e democratici sembrano aver deposto l’ascia di guerra al fine di evitare l’imbarazzante stallo che ha paralizzato il governo federale per quasi un mese, ad ottobre. L’accordo relativo alla legge di bilancio, tuttavia, non cambia in modo sostanziale la realtà delle cose: abroga, infatti, alcuni tagli previsti dal sequester, prevede piccoli tagli in termini di diritti e lievi aumenti ai canoni di utenza (come quelli sui biglietti aerei). Un accordo raggiunto, sì, ma senza infamia e senza lode.
 
Non sono mancati, ovviamente, gli oppositori all’interno del Partito Repubblicano che inveiscono citando l’accordo come il simbolo della decandenza della civiltà occidentale: parliamo dei soliti noti, gruppi del Tea party, Heritage Action, Club for Growth. Ma questa volta John Boenher e Eric Cantor hanno usato il pugno di ferro, non potendosi permettere un’ulteriore perdita in termini di credibilità. Il Partito Repubblicano si è giocato molto ad ottobre, ragione per la quale l’accordo verrà approvato presumibilmente con un forte sostegno da parte repubblicana.
 
Come ricorderete, a nessuno piaceva il sequester, soprattutto a destra. Alla fine non è stato possibile evitarlo: i repubblicani hanno deciso di poterci convivere. L’austerità ha trionfato anche negli Stati Uniti: 1.012 miliardi di dollari nel 2014 e 1.014 nel 2015, circa 30 miliardi in meno del previsto. Obama è costretto a rinunciare all’estensione dei benefici per la disoccupazione voluta dai democratici.

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