Ali Larijani: Trump "il principale killer degli iraniani"
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (SNSC) dell'Iran, Ali Larijani, ha respinto le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro la nazione, descrivendolo come uno dei principali assassini di iraniani.
Ali Larijani ha reagito a un post sui social media pubblicato martedì da Trump, che invitava i rivoltosi a "prendere il controllo delle vostre istituzioni" e che "gli aiuti sono in arrivo".
Trump ha anche chiesto ai rivoltosi di "salvare i nomi degli assassini e degli abusatori" e ha minacciato che "pagheranno un prezzo alto".
Ha ripetutamente espresso il suo sostegno alle rivolte e ha minacciato l'Iran di attacchi militari se quelli che lui definisce "manifestanti pacifici" venissero uccisi a colpi di arma da fuoco.
"Dichiariamo i nomi dei principali assassini del popolo iraniano: 1- Trump 2- Netanyahu", ha affermato Larijani in un post su X martedì.
Si riferiva all'aggressione statunitense-israeliana contro l'Iran, durata 12 giorni nel giugno 2025, che ha ucciso oltre mille iraniani in tutto il Paese e danneggiato le infrastrutture civili, militari e nucleari del Paese.
Negli ultimi giorni l'Iran è stato teatro di violenti scontri, scatenati dalle preoccupazioni legate all'aumento del costo della vita.
Le autorità hanno riconosciuto la legittimità delle lamentele economiche e si sono impegnate a risolverle, poiché sono direttamente collegate alle sanzioni unilaterali degli Stati Uniti che colpiscono la banca centrale iraniana e le esportazioni di petrolio.
Ma hanno promesso di affrontare con decisione i rivoltosi sostenuti dagli Stati Uniti e da Israele che stanno seminando il caos in tutto il Paese.
Martedì, un alto funzionario della polizia ha riferito che almeno 297 delinquenti coinvolti in danneggiamenti di proprietà pubbliche e beni pubblici sono stati arrestati.
__________________________________________________
L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA
L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.


1.gif)
