BRICS, la sfida del Sud globale al vecchio ordine
Il vertice BRICS di New Delhi consegna un messaggio preciso: l’interesse verso il gruppo continua a crescere e con esso la spinta verso un ordine internazionale più multipolare. Vladimir Putin ha sottolineato come i valori alla base dei BRICS: autonomia, indipendenza, cooperazione e rispetto del diritto internazionale, siano sempre più attrattivi per numerosi Paesi del mondo. Un processo che va ben oltre i cinque membri originari e che oggi coinvolge anche una crescente platea di partner. Il presidente russo ha definito i BRICS una delle principali forze capaci di realizzare il vero multilateralismo. I numeri ne confermano il peso: il commercio tra i membri ha raggiunto 1.200 miliardi di dollari, mentre il gruppo rappresenta quasi un quarto delle esportazioni mondiali e il 49% della crescita del PIL globale. Ma la partita più importante riguarda la costruzione di strumenti autonomi.
Putin ha rilanciato l’idea di infrastrutture BRICS per pagamenti, regolamenti e depositi, insieme a un meccanismo di riassicurazione e a una borsa del grano. Sono già stati avviati i primi passi per integrare BRICS Pay con l’infrastruttura indiana. Anche Xi Jinping ha indicato una direzione concreta per la futura presidenza cinese del 2027, proponendo cinque iniziative dedicate a intelligenza artificiale, commercio e investimenti, industria digitale, manifattura intelligente e sviluppo dei talenti. L’obiettivo è trasformare le capacità del Sud globale in strumenti condivisi di sviluppo, evitando che i Paesi emergenti rimangano esclusi dalla nuova rivoluzione tecnologica e industriale.
Su questa stessa linea si è mosso il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha posto al centro il tema della resistenza economica. Per Teheran, non può esistere una vera resistenza senza sicurezza, né uno sviluppo sostenibile se le economie restano esposte alla pressione delle sanzioni unilaterali. Pezeshkian ha quindi sostenuto un maggiore utilizzo delle valute nazionali negli scambi, il rafforzamento della New Development Bank e la costruzione di meccanismi finanziari e commerciali indipendenti dai circuiti dominati dall’Occidente. L’Iran punta inoltre a valorizzare la propria posizione geografica, con il porto di Chabahar come possibile snodo strategico tra Nord e Sud, Est e Ovest, rafforzando i collegamenti con l’India e gli altri Paesi emergenti. Anche la sicurezza dello Stretto di Hormuz è stata inserita in questa visione di cooperazione regionale, insieme alla necessità di impedire che i territori dei Paesi vicini vengano utilizzati per attacchi contro altri Stati.
È questa, in definitiva, la traiettoria indicata da New Delhi: trasformare i BRICS da piattaforma di coordinamento politico in una rete sempre più concreta di commercio, finanza, tecnologia, infrastrutture e sicurezza. La costruzione del nuovo ordine multipolare passa anche da qui.
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