Caro Draghi, il Ponte Morandi è il simbolo del fallimento del privato

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Caro Draghi, il Ponte Morandi è il simbolo del fallimento del privato

Mario Draghi in occasione dell’anniversario del crollo del ponte Morandi:
“Voglio però riaffermare l’impegno del Governo affinché non si verifichino mai più eventi così tragici e dolorosi. A Genova, lo Stato ha tradito la fiducia che i cittadini ripongono nei confronti delle istituzioni. Con il Ponte Morandi sono crollate le fondamenta del vivere civile, che è alla base della nostra comunità”.

Lo “stato ha tradito”?

Ora, sappiamo tutti da dove viene Mario Draghi. Sappiamo che la sua figura è espressione di una rete molto complessa di determinati poteri italiani, europei e atlantici. Sappiamo - lo sa persino Letta - che politicamente appartiene alla destra liberale: tra operai e imprenditori sceglie di stare con i secondi e se c’è da bastonare i primi non perde nemmeno un secondo per farlo.

Tutto questo però non lo autorizza all’indecente mistificazione di oggi. Il ponte Morandi è crollato perché la campagna di privatizzazione e di concessione dei beni dello stato ai privati ha permesso che un gruppo di criminali assetati di denaro prendesse in gestione le autostrade italiane. Non è crollato a causa dello stato, è crollato a causa del fanatismo liberale che ha tra i tanti aedi lo stesso Draghi.

Se proprio dobbiamo dare un significato politico alla tragedia di tre anni fa, dobbiamo allora dire che il ponte Morandi è il simbolo del fallimento del privato e dell’ideologia dello stato minimo che imperversa in Italia dagli anni Novanta.

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

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