Cina. Delude il primo programma economico di Xi Jinping

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Cina. Delude il primo programma economico di Xi Jinping

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A conclusione del Terzo Plenum della Commissione centrale del Partito comunista, il primo documento economico rilasciato dal presidente Xi Jinping, alla guida della Repubblica popolare da un anno, rimane troppo poco ambizioso e, scrive oggi il Wall Street Journal, contraddittorio. Da un lato, si afferma come le forze del mercato devono giocare un "ruolo decisivo" nell'economia, ma poi si precisa come il Partito Comunista deve rimanere l'elemento cardine. Ci si aspettava un piano per le riforme in grado di rivitalizzare l'economia cinese attraverso la domanda interna e minori esportazioni, più spesa pubblica. Ma il Terzo Plenum si è concluso con un comunicato molto vago, fatto più di slogan che di impegni al cambiamento. Minori restrizioni agli investimenti, maggiori diritti per i contadini ed un sitema politico locale e nazionale più trasparente nella tassazione e nella spesa le principali richieste.
 

 Il Professore Li Wei della Cheung Kong Graduate School of Business sulle sfide di Pechino

La posta in gioco nel prossimo decennio per il paese è alta:
la Cina si trova di fronte ad una situazione di economia matura, una popolazione che invecchia, problemi crescenti di debito privato ed una corruzione endemica. Problemi che possono arrestare l'economia e creare un effetto domino su Stati Uniti ed Europa. I leader cinesi da anni ammettono che il cambiamento è necessario per alimentare ancora la crescita, ma il documento rilasciato ieri è troppo poco ambizioso e rappresenta un compromesso tra le varie fazioni di potere, sottolinea David Dollar di Brookings.

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