Cina. La “lunga marcia” degli investimenti cinesi

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Cina. La “lunga marcia” degli investimenti cinesi

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di Diego Angelo Bertozzi

Secondo i dati pubblicati da American Enterprise Institute-Heritage Foundation China Global Investment Tracker la Cina popolare ormai investe "pesantemente" in tutto il mondo. Gli investimenti all'estero, escluse le obbligazioni, si sono attestati sulla cifra di 85 miliardi dollari nel 2013 (erano poco più di 10 miliardi nel 2005) e dovrebbero raggiungere i 100 miliardi all'anno entro il 2015. 
 
Nel lungo lungo periodo 2005-2013, negli Usa gli investimenti cinesi sono stati pari a 14 miliardi dollari. In seconda posizione si è piazzata la “vicina” Australia (60 miliardi), con la quale è in discussione un accordo di libero scambio. In generale i settori principali dell'impegno cinese sono quelli dell'energia, dei metalli e quello immobiliare. 

In Asia Orientale il Paesi di maggiore destinazione degli investimenti di Pechino è l’Indonesia con 27 miliardi di dollari, seguita a distanza da Malaysia e Vietnam, mentre in Asia Occidentale - regione dove è in atto la politica della “Marcia verso Ovest” - prevale il Kazakistan con quasi 22 miliardi di dollari (seguono Russia e Iran di poco sotto ai 19 miliardi). 
In Sud America prevale nettamente il Brasile con oltre 32 miliardi, cifra che corrisponde a circa il doppio del flusso destinato a Venezuela e Argentina.
 
Complessivamente, la regione che riceve la quota maggiore di investimenti cinesi è l’Africa sub-sahariana (142,4 miliardi), seguita dall’Asia occidentale (107,4 miliardi).
 
Se a prevalere, come abbiamo già sottolineato, è il settore energetico (che comprende anche la costruzione di centrali elettriche), quello dei trasporti raggiunge il secondo posto per quanto riguarda la costruzione di infrastrutture come strade, ferrovie e terminal portuali (87 miliardi di dollari).

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