Cina e India si impegnano a mantenere la stabilità lungo il confine

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Cina e India si impegnano a mantenere la stabilità lungo il confine

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di Giulio Chinappi

I vertici militari di India e Cina hanno tenuto un vertice militare per evitare il ripetersi degli incidenti di confine che si sono ripetutamente verificati a partire dal maggio 2020.

Cina e India sono i due Paesi più popolosi del mondo che condividono un confine lungo più di quattromila chilometri, il quale attraversa numerose aree disputate. Questa situazione ha generato nel corso dei decenni numerosi incedenti e sconfinamenti – presunti o reali – delle forze armate dei due Paesi nel territorio dell’altro. La crisi si è però intensificata a partire dal maggio 2020, quando l’India a riportato quattro feriti in una schermaglia nella regione contesa del Ladakh, ed ha raggiunto il proprio apice il successivo 15 giugno, quando per la prima volta dopo anni si registrarono dei morti: venti soldati indiani e quattro cinesi.

Al fine di evitare il ripetersi degli incidenti e di mantenere la stabilità nella regione, i governi di Pechino e Nuova Delhi si sono impegnati a tenere una serie di vertici militari, il cui quattordicesimo appuntamento ha avuto luogo lo scorso 12 gennaio. “Ci auguriamo che l’India possa incontrare la Cina a metà strada e portare avanti la situazione del confine per passare da uno stato di gestione delle emergenze a una fase di gestione di routine“, ha affermato Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Affari esteri cinese, alla vigilia dell’incontro. Secondo la Cina, infatti, il 13° vertice, tenutosi ad ottobre, non aveva portato a risultati positivi “a causa delle richieste irragionevoli e irrealistiche dell’India“, terminando in un fallimento.

L’arrivo del nuovo anno ha però portato un clima di distensione lungo il confine sinoindiano, infatti in occasione del Capodanno del calendario gregoriano i due eserciti si sono simbolicamente scambiati saluti e dolci lungo la linea di confine. Inoltre, lo scorso 26 novembre le due parti avevano avuto modo di scambiare opinioni in occasione della 18a riunione dei ministri degli Esteri di Cina, Russia e India.

Al termine del 14° vertice militare sinoindiano, tenutosi sul punto di confine denominato Moldo-Chushul, le due parti hanno deciso di lavorare per una risoluzione sulla questione del confine il prima possibile e di adottare misure efficaci per mantenere la sicurezza e la stabilità sul territorio. “Durante l’incontro, le due parti hanno avuto uno scambio di opinioni franco e approfondito per la risoluzione delle questioni rilevanti lungo la linea di controllo effettivo (LAC) nel settore occidentale e hanno convenuto che entrambe le parti dovrebbero seguire la guida fornita dai leader dei due paesi e lavorare per la risoluzione delle questioni rimanenti al più presto“, si legge nel comunicato stampa ufficiale. “Le due parti hanno anche concordato di consolidare i risultati precedenti e compiere sforzi efficaci per mantenere la sicurezza e la stabilità sul territorio nel settore occidentale, anche durante l’inverno“.

La Cina e l’India hanno convenuto di rimanere in stretto contatto e di mantenere il dialogo attraverso i canali militari e diplomatici e di elaborare quanto prima una risoluzione reciprocamente accettabile delle restanti questioni. In questo contesto, è stato anche convenuto che il prossimo round di colloqui dei vertici militari si sarebbe tenuto il prima possibile“, conclude il testo.

Gli analisti cinesi hanno visto positivamente l’esito di questo incontro rispetto al fallimineto del vertice dello scorso ottobre. “Anche se non sono stati compiuti progressi significativi su questioni concrete, il che dimostra che esistono ancora differenze, entrambe le parti possono compiere sforzi per andare avanti positivamente mantenendo aperti i canali di comunicazione, mantenendo la stabilità della situazione e continuando a spingere per una risoluzione“, ha dichiarato al Global Times Qian Feng, direttore del dipartimento di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Strategia dell’Università di Tsinghua.

La Cina spera soprattutto che l’India si affranchi dal controllo delle potenze occidentali, in particolare degli Stati Uniti, e che sviluppi una politica estera propria con un’apertura verso Pechino. Nuova Delhi, ad esempio, ha deciso di non unirsi alla cosiddetta campagna per un “boicottaggio diplomatico” delle Olimpiadi invernali di Pechino. “L’India ha compreso che, al di là della questione del confine, può cooperare con la Cina in molti campi, come le questioni internazionali, l’economia e il commercio“, ha commentato al riguardo il professor Qian.

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