Perù: ambasciatore USA accusato di interferenze elettorali

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Perù: ambasciatore USA accusato di interferenze elettorali

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Il governo del presidente peruviano José María Balcázar ha ricevuto una petizione contro l'ambasciatore degli Stati Uniti a Lima, Bernie Navarro, per dichiararlo persona non grata per presunte interferenze negli affari interni del paese sudamericano.

L'azione legale è stata avviata a seguito delle dichiarazioni pubbliche del diplomatico in merito al processo elettorale peruviano. La denuncia è stata presentata ufficialmente martedì da Javier Idelfonso Carreño, avvocato dell'ex presidente Pedro Castillo, il quale ha anche richiesto l'espulsione dell'ambasciatore dal Paese, concedendogli "24 ore per lasciare il Paese, pena l'espulsione", secondo quanto riportato nel documento depositato presso le autorità.

La denuncia sostiene che Navarro abbia violato la sovranità nazionale affermando che avrebbe continuato a "monitorare il processo elettorale fino all'annuncio dei risultati ufficiali", pur non essendo cittadino peruviano né un funzionario autorizzato a intervenire nei processi interni. Secondo il querelante, tali dichiarazioni costituiscono un'ingerenza incompatibile con la legge peruviana.

L'ambasciatore gringo ha scritto su X: "Ieri è stata una giornata intensa per noi osservatori elettorali. E il lavoro continua", un messaggio che ha sollevato interrogativi sulla portata della sua partecipazione al contesto elettorale.

La questione si inserisce in un contesto in cui la presenza di attori statunitensi è stata oggetto di critiche. Nel frattempo, l'intervento dell'analista statunitense Carlos Díaz Rosillo nella campagna elettorale peruviana ha suscitato indignazione dopo che si è presentato come specialista indipendente, nonostante la successiva rivelazione dei suoi legami con la candidata di destra Keiko Fujimori.

Secondo diverse personalità politiche, Rosillo avrebbe partecipato ad attività di promozione della candidatura di Fujimori durante la campagna elettorale, un fatto definito "una mancanza di rispetto per il Perù" dall'ex candidato presidenziale Mesías Guevara, che ha messo in discussione il coinvolgimento di uno straniero in un processo elettorale nazionale.

Le critiche si sono intensificate in seguito alle dichiarazioni dello stesso Rosillo, il quale ha affermato che il Perù avrebbe avuto più vantaggi con gli Stati Uniti se Fujimori fosse stata eletta, mentre si è riferito a Sánchez con un epiteto già utilizzato in precedenza dalla candidata, definendolo poco uomo. Queste affermazioni hanno rafforzato le accuse di ingerenza esterna nella contesa elettorale.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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