Continue aggressioni al Libano. Bombe e droni su obiettivi civili e dell’ONU

349
Continue aggressioni al Libano. Bombe e droni su obiettivi civili e dell’ONU

 

Nel silenzio dei media internazionali, continua sottotraccia ma in modo pianificato l’aggressione israeliana,in violazione del cessate il fuoco concordato nel novembre 2024,  insieme alla strisciante avanzata dell’occupazione del paese nel sud.

Il 4 gennaio l’ennesimo attacco con droni contro un auto che ha provocato la morte di due civili libanesi. Il ministero della Sanità libanese ha riferito di un drone israeliano che ha lanciato un missile contro un'auto nella zona di Ain al-Mazrab nel distretto di Bint Jbeil a sud del paese. L’attacco ha completamente distrutto il veicolo, causando gravi danni alle infrastrutture civili della zona, tra cui auto, negozi, esercizi commerciali e unità residenziali situate nelle vicinanze.

L'esercito israeliano ha affermato di aver lanciato questa operazione militare contro un membro del Movimento di Resistenza Islamico libanese (Hezbollah).

Dall'entrata in vigore della fragile tregua, Tel Aviv ha effettuato più di 10.000 incursioni, sia aeree che terrestri, in territorio libanese.

Le autorità libanesi hanno avvertito che le violazioni del cessate il fuoco da parte del regime israeliano, rappresentano un rischio per la stabilità del Paese arabo.

Il 23 novembre un attacco israeliano aveva colpito un edificio civile a Dahiyeh, uccidendo tre persone, tra cui il dott. Zakaria al-Haj, un medico membro del consiglio municipale di Jouaya.

Un altro attacco di droni israeliani ha preso di mira una moto nella città di Yater, nel distretto di Bint Jbeil, causando la morte di una persona e lesioni a un'altra.

Un drone israeliano ha anche colpito un veicolo tra le città di Safad el-Battikh e Baraachit, nel governatorato di Nabatieh, che ha ucciso una persona, ha riferito l'agenzia di stampa statale Nna.

Questi continui attacchi mortali si aggiungono alle molteplici violazioni dell’accordo di cessate il fuoco che era stato raggiunto nel novembre 2024 con il Movimento di resistenza islamico del Libano (Hezbollah) e il governo libanese.

Il 27 dicembre la missione UNIFIL ha denunciato che un attacco israeliano nel sud del Libano ha ferito un casco blu e ha ribadito la sua richiesta allo stato israeliano di fermare le aggressioni.

La Forza provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha affermato in una dichiarazione che il fuoco di mitragliatrice da posizioni dell’esercito di Tel Aviv, a sud della linea di demarcazione tra i territori occupati da Israele e Libano, ha sparato  ad una pattuglia che teneva un posto di blocco nel villaggio di Bastarra.

La sparatoria è arrivata dopo un'esplosione di granate nelle vicinanze, ha aggiunto l'UNIFIL e ha precisato che mentre l'incidente non ha causato danni alla squadra civile delle Nazioni Unite, un casco blu ha subito una commozione cerebrale nell'orecchio.

I media libanesi hanno riferito di un altro incidente a Kfarchouba, dove un'altra pattuglia dell'UNIFIL nelle operazioni di routine è stata presa di mira da fuoco di mitragliatrice a distanza ravvicinata da parte israeliana. La missione ha sottolineato che l'esercito israeliano era stato precedentemente informato dei movimenti di pattugliamento, in conformità con le procedure di coordinamento stabilite. “Gli attacchi contro o vicino ai caschi blu costituiscono gravi violazioni della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza”, ha denunciato l’UNIFIL, ammonendo le truppe israeliane a cessare la condotta aggressiva contro il loro personale.

La risoluzione, che ha posto un cessate il fuoco dopo la guerra di 33 giorni di Israele contro il Libano nel 2006, stabilisce che Israele rispetti la sovranità e l’integrità territoriale libanese.

Le tensioni nel sud del Libano sono aumentate, mentre l’esercito israeliano conduce attacchi aerei quasi quotidiani, sostenendo che le sue operazioni prendono di mira membri e infrastrutture di Hezbollah.

Nell'ottobre 2023 scoppiarono scontri di confine tra Hezbollah e l'esercito israeliano, e il regime di Tel Aviv li trasformò nel settembre 2024 in una guerra aperta che uccise migliaia di persone e provocò una significativa distruzione in diverse regioni libanesi.

Le autorità libanesi hanno avvertito che le continue violazioni del cessate il fuoco di Israele rappresentano un rischio per la stabilità del paese arabo.

Le Nazioni Unite solo nel mese di novembre hanno contato almeno 127 civili uccisi, compresi bambini, dal fuoco israeliano da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore un anno prima. Funzionari dell’ONU hanno avvertito che gli attacchi costituiscono “crimini di guerra”.

Alla fine di novembre il ministro degli affari militari israeliano, I. Katz, ha minacciato che Tel Aviv era pronta a lanciare una nuova guerra contro il Libano, se Hezbollah non avesse consegnato le sue armi entro la fine del 2025.

Hezbollah ha risposto agli USA che: “ non disarmeremo per lasciar raggiungere l’obiettivo di Israele. Il disarmo è un piano israelo-americano e ribadiamo che non sarà raggiunto anche se tutti si uniscono a una guerra contro il Libano…L’unità nazionale del Libano e la conservazione delle armi della Resistenza sono cruciali per contrastare la “minaccia esistenziale” rappresentata da Israele e dagli Stati Uniti…”.

L'esercito israeliano avrebbe dovuto ritirarsi dal sud del Libano questo gennaio secondo gli accordi,  ma mantiene una presenza militare a cinque posti di frontiera, violando apertamente sia la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che le disposizioni sulla tregua.

__________________________________________________

L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA

ACQUISTALO ORA


L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità

 Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.


LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA

Pasquale Liguori

 Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico” di Michelangelo Severgnini Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti