Teheran: "Centinaia di basi USA in macerie, sveleremo i dati"
L'Iran ha dichiarato che renderà noto "a tempo debito" il bilancio effettivo delle vittime tra le forze armate statunitensi nel corso del recente conflitto. In un messaggio diffuso sul proprio profilo social, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araqchi ha respinto con decisione le ricostruzioni secondo cui il Paese sarebbe rimasto "indifeso" di fronte alle incursioni americane.
Smentendo le informazioni ufficiali diffuse dal Pentagono, il ministro ha sostenuto che le forze iraniane avrebbero ridotto in macerie centinaia di installazioni militari statunitensi e distrutto decine di velivoli, definendo tali danni "solo la punta dell'iceberg" e aggiungendo che i dati reali sui danni subiti dagli Stati Uniti non saranno piacevoli per chi ha diffuso notizie false sulla tenuta dell'Iran.
Il conflitto ha avuto inizio il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato operazioni militari contro l'Iran, scatenando la immediata risposta di Teheran con raid mirati verso obiettivi israeliani e basi americane dislocate nella regione medioorientale, inclusi gli hangar in Giordania ospitanti caccia statunitensi F-35, F-16 e F-15.
Teheran accusa apertamente gli apparati d'informazione statunitensi e israeliani di aver minimizzato l'impatto di queste offensive per coprire i reali danni subiti dalle proprie infrastrutture. Tuttavia, a sei mesi dall'inizio dei combattimenti, emergono analisi critiche sugli errori di valutazione commessi dalle autorità americane, mentre il Pentagono ha confermato per la prima volta che un caccia stealth F-35 è stato colpito da "fuoco nemico" durante una missione nei cieli iraniani.


