ESCLUSIVO POLITICO - L'UE valuta una ritorsione tariffaria da 93 miliardi di euro contro Trump
L'Unione Europea si prepara a una risposta economica di forza storica per fronteggiare le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia. Secondo otto fonti diplomatiche e istituzionali consultate da POLITICO, il blocco sta valutando misure commerciali di ritorsione per un valore di 93 miliardi di euro contro gli Stati Uniti, nel tentativo di dissuadere il Presidente USA dai suoi tentativi di ottenere il controllo del territorio artico danese.
La determinazione europea è emersa in modo netto durante una riunione di tre ore degli ambasciatori dei 27 Stati membri, tenutasi domenica a Bruxelles. I diplomatici hanno concordato sulla necessità di preparare opzioni concrete e pronte all'uso nel caso in cui i colloqui con Washington della prossima settimana fallissero nel trovare una rapida de-escalation.
"È chiaro che è stata tracciata una linea e che ora basta", ha affermato un diplomatico a conoscenza dei colloqui. "Al momento stiamo discutendo le opzioni: se i dazi di Trump saranno imposti, allora discuteremo non se agire, ma come farlo in modo più efficace".
L'opzione più immediata sul tavolo è la riattivazione di dazi specifici per un valore di 93 miliardi di euro, precedentemente sospesi dopo l'accordo commerciale raggiunto con gli USA lo scorso luglio. Questa misura, descritta come attuabile "molto rapidamente", rappresenterebbe una risposta diretta e proporzionata alle minacce tariffarie di Trump, che prevedono dazi del 10% a partire dal 1° febbraio (in salita al 25% a giugno) contro sei paesi UE più Regno Unito e Norvegia.
Il Piano B: Il "Bazooka" dell'Anti-Coercizione
Un'alternativa più strategica e potenzialmente più devastante sarebbe l'attivazione dello Strumento Anti-Coercizione (ACI) dell'UE, il cosiddetto "bazooka commerciale" del blocco. Progettato per penalizzare i paesi che utilizzano la loro potenza economica come arma geopolitica, questo strumento consentirebbe misure come restrizioni agli investimenti diretti esteri, limitazioni all'accesso ai mercati degli appalti pubblici e misure sulla proprietà intellettuale. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha spinto pubblicamente per questa opzione, ribadendo in un comunicato l'importanza di una "risposta europea ferma, unita e coordinata" attraverso l'ACI.
Nonostante l'ampio ventaglio di opzioni punitive, l'approccio europeo rimane deliberatamente misurato. "In Europa c'è la sensazione che dobbiamo reagire, questo è chiaro", ha osservato un altro diplomatico. "Ma non dovremmo sentirci sotto pressione per finire in un gioco del botta e risposta. Potremmo aver bisogno di due o tre giorni per discuterne e capire quale sarà la prossa mossa".
La prossima settimana sarà cruciale, prosegue POLITICO. I leader europei avranno l'opportunità di incontrare Trump a margine del Forum Economico Mondiale di Davos, prima di riunirsi in un vertice di emergenza dell'UE probabilmente giovedì. Questi incontri rappresentano l'ultima finestra per una soluzione diplomatica.
Nel frattempo, il Parlamento Europeo ha già lanciato un segnale politico forte, votando per congelare l'accordo commerciale transatlantico, una mossa che sospenderebbe le concessioni tariffarie reciproche e innalzerebbe automaticamente le barriere.

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