I testi di Radio Gaza #31 - “I legittimi combattenti per la libertà palestinesi rischiano ora la pena di morte in Israele”
Di seguito i testi della puntata #31.
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Radio Gaza - cronache dalla Resistenza
Una trasmissione di Michelangelo Severgnini e della redazione locale palestinese a Gaza
In contatto diretto con la popolazione di Gaza che resiste e che ha qualcosa da dire al mondo.
Episodio numero 31 - 2 aprile 2026
Radio Gaza - cronache dalla Resistenza
Una trasmissione di Michelangelo Severgnini e della redazione locale palestinese a Gaza
In contatto diretto con la popolazione di Gaza che resiste e che ha qualcosa da dire al mondo.
Episodio numero 31 - 2 aprile 2026
La campagna “Apocalisse Gaza” raggiunge oggi il suo 287° giorno, avendo raccolto 162.530 € da 1.828 donazioni e inviato già a Gaza 161.868 € in valuta.
Nel quasi silenzio del dibattito internazionale lunedì scorso 30 marzo la Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato una legge sulla pena di morte che consente di giustiziare tramite impiccagione i condannati per “reati di terrorismo” entro un termine accelerato di 90 giorni: 62 voti a favore e 48 contrari.
L’ alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha commentato che la sua applicazione “costituirebbe un crimine di guerra”.
Parole chiare. Questa legge è la legalizzazione della rappresaglia come sintomo di uno Stato genocidiario ormai prossimo alla fine.
Il 5 settembre 1939 la Germania nazista votò una legge chiamata “Decreto contro i nemici del popolo”: Volksschädlingsverord
Mentre il concetto di “responsabilità collettiva” è già stato adottato palesemente da Israele con lo sterminio indiscriminato a Gaza.
Ora questa nuova legge segna definitivamente l’ingresso dello Stato israeliano nella spirale paranoica e spietata della caduta. Della fine.
Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno deciso di farne una questione di diritto. Così ne hanno scritto i ministeri degli Esteri in una dichiarazione congiunta.: “Siamo particolarmente preoccupati per il carattere di fatto discriminatorio del disegno di legge. L'adozione di questo disegno di legge rischierebbe di minare gli impegni di Israele in materia di principi democratici”.
Capirai! Poveri impegni di Israele minati da una legge venuta male.
Beh, poco male, diranno. Ad ogni modo la nuova legge non è retroattiva. Almeno per ora. Pertanto non riguarderà i 9.350 prigionieri attualmente detenuti nelle carceri israeliane.
Il tasso di condanna presso i tribunali israeliani per ogni palestinese arrestato è di 99,74%.
L’esecuzione dei prossimi prigionieri condannati dovrà avvenire entro 90 giorni dalla sentenza per impiccagione.
Pronti alla spirale?
<Israele approva la legge sulla pena di morte per i prigionieri palestinesi in seconda e terza lettura; la legge sulla pena di morte per i prigionieri palestinesi è ora in vigore e i prigionieri vengono giustiziati sin dall'inizio della guerra in modo illegale; l'approvazione di una legge razzista come questa rappresenta il culmine del terrorismo e il coronamento del terrorismo razzista con una legge; si ricorda che il numero dei prigionieri che muoiono nelle carceri israeliane è pari a un prigioniero alla settimana almeno
. La legge sulla pena di morte è la più pericolosa tra le leggi razziste israeliane, poiché conferisce al tribunale terroristico israeliano il diritto di eliminare migliaia di prigionieri all'interno delle carceri israeliane
. Si ricorda che, dall'inizio della guerra, Israele non processa i prigionieri e ne rinvia i processi in vista dell'applicazione della legge sulla pena di morte
Israele detiene più di 10.000 prigionieri palestinesi
La questione dei prigionieri è una delle questioni dimenticate dai media e bisogna concentrarsi su di essa affinché il mondo sappia cosa soffrono i prigionieri all'interno delle prigioni israeliane
La gravità dell'approvazione da parte della Knesset israeliana della legge sulla pena di morte per i prigionieri palestinesi risiede nel fatto che non si tratta di una legge ordinaria che sancisce la pena capitale per i criminali, come avviene in molti Stati, bensì di una legge razzista applicabile solo ai palestinesi e non agli ebrei israeliani, anche qualora questi ultimi commettessero i crimini più efferati. La sua pericolosità risiede anche nella definizione giuridica che tratta gli uomini della resistenza come criminali e terroristi, contrariamente alla definizione che ne danno il diritto internazionale generale e il diritto internazionale umanitario, secondo cui essi sono “combattenti legittimi per la libertà”. Questa decisione fa parte della politica del nemico volta a modificare la natura del conflitto e a sottolineare il mancato riconoscimento del fatto che Israele è uno Stato occupante e che il popolo palestinese è soggetto all’occupazione e ha il diritto di resistere, come previsto da tutte le leggi e le norme internazionali>>.
La guerra all’Iran ha portato a un “brusco arresto” del piano di Trump a Gaza. E’ questa la condizione che si fa largo tra gli analisti e i diplomatici coinvolti.
Lo scorso 1° aprile al Cairo l’Alto Rappresentante per Gaza Nickolay Mladenov si è incontrato con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, l’Egitto vuole sapere come va a finire la storia. Intanto, dando un’occhiata alla carta ormai straccia del piano ha domandato: “che fine ha fatto il punto che prevedeva il ritiro dell’esercito israeliano dal territorio di Gaza?”.
Ma ci sarebbe anche un’altra domanda da fare a Mladenov: che fine hanno fatto i fondi per Gaza promessi dalle monarchie del Golfo? Qualcuno ha idea?
Ma per tutti l’unica domanda che conta è: quando disarma Hamas?
Nuova offerta: un piano di disarmo in 5 mesi. Anzi no, in 8 mesi.
Hamas risponde nella maniera più logica a questo punto: vediamo come va a finire la guerra l’Iran e poi ne riparliamo.
Già. Ed è in questa enorme incertezza che la crudeltà israeliana deborda oltre ogni limite della sopportabilità umana sulla Gaza dimenticata dal mondo. Acque reflue aperte sugli accampamenti, invasione di roditori nelle tende, gente ormai abituata a dormire in piedi perché il pavimento è inondato e fradicio e per finire: le bombe ininterrotte di Israele su ogni germoglio che Gaza prova a lanciare verso il cielo della rinascita.
<<Ieri Israele ha aperto le paratoie delle acque reflue nella zona centrale della Striscia di Gaza, lasciandole scorrere liberamente verso le tende e gli abitanti in direzione della valle di Gaza e del mare; le acque reflue hanno così danneggiato le tende degli abitanti e inquinato il mare, che ha assunto un colore marrone a causa dell'enorme quantità d'acqua convogliata verso la Striscia di Gaza, gli abitanti, la valle di Gaza e il mare. Che questa occupazione sia nemica dell'umanità e delle religioni.
Messaggio sui rischi legati a roditori e insetti
Gentili signori,
desideriamo richiamare l’attenzione sul grave deterioramento delle condizioni ambientali e sanitarie all’interno dei centri e dei campi profughi nel Settore di Gaza, causato dalla crescente diffusione di roditori e insetti, che costituisce una vera e propria minaccia per la salute degli sfollati, in particolare dei bambini.
Le difficili condizioni di vita, l'accumulo di rifiuti e la mancanza di adeguati servizi igienico-sanitari hanno contribuito a creare un ambiente favorevole alla diffusione di ratti e insetti portatori di malattie, come zanzare e mosche, aumentando il rischio di epidemie di malattie cutanee, intestinali e respiratorie.
Inoltre, la presenza di questi parassiti all'interno delle tende e delle aree di accoglienza espone i bambini in particolare al rischio di morsi e contaminazione, aumentando la loro sofferenza psicologica e fisica in condizioni umanitarie estremamente difficili
L'ultimo esempio è questa foto di una bambina sfollata il cui viso è stato rosicchiato da questi roditori; questa immagine è un microcosmo di una sofferenza che si aggrava con l'avvicinarsi della stagione estiva
Hai mai visto un popolo dormire in piedi?
Sì, noi abitanti di Gaza dormiamo in piedi da tre giorni. Non siamo riusciti a sederci nelle nostre tende perché sono state completamente allagate e alcune sono state sradicate dal vento. Da tre giorni non abbiamo letti né un posto dove sederci. Il terreno si è riempito di acqua piovana e di liquami, che sono diventati parte della nostra vita dopo la distruzione di tutte le reti infrastrutturali durante la guerra. Israele non si è accontentato di questo, ma ha continuato fino a questo a bombardare gli insediamenti e ciò che resta delle case; continua a bombardare e a distruggere tutto. La guerra con l’Iran non ha indotto Israele a smettere di bombardare e uccidere. La distruzione nella Striscia di Gaza.
Israele detesta che nel Settore di Gaza si ripristini qualsiasi forma di vita e di ordine; ogni volta che si compiono sforzi per riportare la sicurezza e la stabilità, bombarda le forze di polizia e provoca il ritorno del caos.
Anche oggi ha bombardato due posti di blocco della polizia a Khan Yunis e un altro a Nuseirat.
Israele combatte ogni tentativo di ripristinare l'ordine.
Oggi 9 martiri nell'ultima ora a causa dei bombardamenti sui centri di polizia>>.
Secondo il Ministero della Salute di Gaza, Israele ha continuato a violare quotidianamente l’accordo di cessate il fuoco, uccidendo dalla firma a oggi 713 palestinesi.
Gl obiettivi di Israele sono due: colpire la struttura della Resistenza, in particolare le nuove unità operative consolidatesi dalla tregua ad oggi, e distruggere precise aree residenziali come raccomandato da Jared Kushner, necessarie a far spazio ai grattacieli del suo plastico.
Entrambi gli obiettivi si possono ottenere, nel caso, solamente attraverso il bombardamento di civili in aree residenziali. E’ il concetto nazista di “responsabilità collettiva”. Non hanno tutti i torti. La Resistenza la fa il popolo, donando i propri figli, i propri mariti, i propri fratelli per la causa di tutti. Israele ha deciso di non fermarsi, di andare fino in fondo, di sfidare i capricci della sorte. Loro seguono il paradigma messianico. Gaza confida nella Teologia della Resistenza.
Senza il primo, forse non ci sarebbe la seconda. Auguri.
<<Si tratta di un velivolo da ricognizione che trasporta 4 missili; l'ho filmato nella zona vicino alla linea gialla.
La guerra è davvero ricominciata o si tratta piuttosto di una forte pressione militare su Hamas affinché accetti il disarmo della Striscia di Gaza?
La notte scorsa è stata una notte diversa: l’esercito israeliano ha fatto esplodere quattro autobombe in diverse zone, di cui due nella zona di Beit Lahia, una a Tuffah e un’altra nella zona di Al-Daraj.
I “rabbitur” che Israele fa esplodere nelle zone residenziali sono blindati militari o carri armati fuori servizio, nei quali l'esercito inserisce da una a due tonnellate di esplosivo e li fa esplodere a distanza per distruggere gli edifici, lasciando anche crateri nel terreno profondi più di dieci metri.
Buongiorno. Questa mattina le forze di occupazione hanno aperto il fuoco intensamente contro la popolazione in vaste zone della parte orientale di Gaza City, provocando l'esodo di migliaia di residenti verso le zone occidentali della città; diverse persone sono state uccise a seguito dei colpi sparati contro le tende dei cittadini nelle zone orientali della città
La guerra non è finita, i bombardamenti non sono cessati e la carestia non è terminata. Viviamo la guerra in tutti i suoi dettagli, giorno dopo giorno, con un'intensità che non differisce dai giorni della prima guerra>>.
Grazie alle generose donazioni di questi ultimi tempi siamo riusciti ad allargare il nostro solito bacino di intervento a Gaza. Per inciso, grazie a Giuseppe, che è andato n pensione e ha inviato quasi 1.000 euro raccolti alla festa con i colleghi.
Non solo cibo, ma anche tende e medicine, in attesa che i lavori per la scuola a Gaza abbiano inizio.
In un video che vedremo compaiono le tende acquistate sul mercato nero. Portano il simbolo delle Nazioni Unite. Come denunciato molte altre volte, gli aiuti umanitari che entrano nella Striscia vengo spesso sequestrati e riveduti a parte, sul mercato nero, in un sistema corruttivo che prolifera in assenza di istituzioni che possano operare alla luce del sole con unità di polizia preventiva.
<<Poco fa si è conclusa la distribuzione di confezioni di latte per neonati, dato che il loro prezzo è diventato troppo alto. La maggior parte delle famiglie con bambini non può permettersi di acquistare il latte per neonati; sono state acquistate 48 confezioni di latte per 24 famiglie, distribuendo due confezioni a famiglia, sufficienti per due settimane.
Ringraziamo Radio Gaza per aver contribuito ad alleviare questa sofferenza della popolazione.
Grazie mille, fratello, per questo impegno. Oggi ho comprato i coperchi e li monterò per coprire le aperture che quella notte si sono strappate e rotte. Grazie mille a te e ai donatori.
Quelle coperte con il logo dell'UNICEF: le persone che le ricevono, che ne prendono più di una e non ne hanno bisogno, le rivendono a un prezzo elevato perché il costo delle merci è alto sul mercato; e così, noi le compriamo al mercato perché loro sanno che i prezzi sono alti e approfittano della gente vendendole a caro prezzo.
Arriva molto dall'UNICEF e ci sono molti camion; noi li abbiamo ritirati una o due volte, ma c'è gente che li ritira più di una volta e non so chi siano queste persone. Insomma, noi non li ritiriamo spesso, solo una o due volte, e poi quelle tempeste e quei venti invernali hanno fatto volare via le coperture la prima volta e non siamo riusciti a recuperarle. Tu, fratello Michelangelo, mi hai aiutato la prima volta e poi, due mesi dopo, sono arrivati i venti e questa volta le tende sono volate via tutte. Grazie a Dio le abbiamo rimontate, ma non siamo riusciti a recuperare le coperture. Noi non le abbiamo ricevute una, due o tre volte come gli altri. Grazie per la tua domanda.
Qui nel campo, le donne fanno fatica a procurarsi il pane, e metà di loro ha perso il marito, proprio come mio padre. Ho detto loro che vorrei poter risolvere il problema e distribuire loro la farina, anche se a basso costo. Ma i forni sono aperti e non ci vendono il pane; lavorano solo per conto delle organizzazioni. Eppure non abbiamo visto nulla da parte delle organizzazioni>>.
Riportiamo di seguito un altro caso che stiamo seguendo. Noi mandiamo soldi. Con i soldi si comprano cure e medicine. Nel frattempo, questa vicenda, ci dà modo di osservare dal di dentro il sistema sanitario a Gaza. Pressoché inesistente e legato alla possibilità di acquistare medicinali sul mercato nero.
Ammesso che gli ospedali siano ancora in piedi, almeno alcune ali e reparti, non hanno soldi per l’acquisto di medicinali. Quindi tutt’al più possono prescrivere, dietro comunque pagamento di una somma per la prestazione della visita. Ma poi, l’acquisto dei farmaci è a carico del paziente.
E dove li trovano i soldi per affrontare i prezzi del marcato nero?
<<La pace sia con te, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Caro fratello Michelangelo, ti porgo i miei saluti e la mia pace. Vorrei chiederti di aiutarmi ad acquistare gli inalatori per l'asma: costano davvero troppo e non posso permettermeli. Spero che tu possa aiutarmi. Che Dio ti ricompensi, fratello Michelangelo, e che Dio ti benedica. Tu sei il nostro sostegno in questa vita. Grazie.
La pace sia con te, fratello Michelangelo. Sono la mamma di Baraa. Siamo in ospedale. Ieri è stata una giornata molto faticosa e ho bisogno di soldi per poter continuare a pagare le cure. Che Dio ti ricompensi, fratello Michelangelo: sei il nostro unico sostegno.
Oggi, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, gli ospedali non sono più quelli di una volta: più della metà di essi è stata distrutta, come ad esempio l’ospedale Al-Shifa, e alcuni medici devono affrontare gravi difficoltà dovute alla mancanza di elettricità e di attrezzature ospedaliere; non esistono ospedali mobili in tela e non è possibile eseguire interventi chirurgici, ma ci sono alcuni ospedali privati che operano a pagamento>>.
Per le donazioni alla campagna “Apocalisse Gaza”:
https://paypal.me/
oppure
Conto corrente temporaneo per le donazioni:
SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI
IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676
BIC: BPMOIT22 XXX
Causale: Apocalisse Gaza
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