Fake news sul Venezuela: la risposta ai terremoti racconta un'altra storia
A una settimana dal doppio terremoto del 24 giugno, i dati ufficiali sulle operazioni di soccorso in Venezuela raccontano una realtà ben diversa da quella descritta da una parte dei media occidentali, che hanno dipinto il Paese come incapace di affrontare l'emergenza. Il bilancio delle operazioni mostra invece una macchina di protezione civile che, pur nelle enormi difficoltà, è riuscita a mettere in campo un intervento di vaste proporzioni.
Il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha reso noto che sono già 6.461 le persone estratte vive dalle macerie grazie al lavoro dei soccorritori venezuelani e delle brigate internazionali giunte da oltre 50 Paesi. Le operazioni proseguono senza sosta, nonostante le 689 scosse di assestamento registrate nell'area colpita. Complessivamente sono stati mobilitati 26.121 uomini tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forza Armata Nazionale Bolivariana, affiancati da 467.000 volontari, 3.660 specialisti stranieri e 148 unità cinofile. Nelle sole aree di Caraballeda e Catia La Mar si stima che 19.861 persone abbiano trovato salvezza, considerando sia i cittadini recuperati dai soccorritori sia coloro che sono riusciti a mettersi in salvo autonomamente o con l'aiuto dei familiari.
Parallelamente all'emergenza, le autorità hanno già fornito assistenza a oltre 80.860 famiglie, mentre il governo ha annunciato un piano per garantire rapidamente una sistemazione abitativa agli sfollati. Rodríguez ha inoltre respinto un'altra delle principali narrazioni diffuse contro Caracas: quella di un presunto crollo generalizzato dell'edilizia residenziale popolare della Gran Mision Vivienda Venezuela.
Secondo le verifiche effettuate, la maggior parte degli edifici collassati a Caraballeda erano infatti strutture destinate alle vacanze e seconde case, non complessi residenziali stabilmente abitati. Degli 885 edifici danneggiati nel Paese, 189 sono crollati completamente, concentrati soprattutto nello Stato di La Guaira, dove al momento del sisma erano presenti circa 30.000 persone, tra residenti e villeggianti. Numeri che descrivono una tragedia di grandi proporzioni, ma anche una risposta organizzata e capillare, lontana dall'immagine di uno Stato paralizzato e incapace di soccorrere la propria popolazione.
LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI.
SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA
CLICCA QUI


