Fondi USAID: l’accusa di Maduro all’opposizione venezuelana e il ruolo di Juan Guaidó

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Fondi USAID: l’accusa di Maduro all’opposizione venezuelana e il ruolo di Juan Guaidó

In un discorso appassionato durante la chiusura del V Congresso del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) e del IV Congresso della Gioventù di questa formazione politica, il presidente Nicolás Maduro ha denunciato pubblicamente che l’estrema destra venezuelana avrebbe sottratto almeno 31 milioni di dollari destinati a finanziare aiuti umanitari per il popolo venezuelano. Maduro ha accusato figure di spicco dell’opposizione, tra cui Juan Guaidó, Leopoldo López, Julio Borges e María Corina Machado, di aver gestito illegalmente fondi provenienti da diverse fonti, tra cui Citgo, USAID e conti bancari sequestrati.

Secondo il presidente, tra il 2018 e il 2024, l’estrema destra avrebbe raccolto circa 10 miliardi di dollari attraverso Citgo, 8 miliardi tramite USAID e altri 11 miliardi da conti bancari congelati. A questi si aggiungono 2 miliardi di dollari relativi all’oro illegalmente confiscato dalla Banca d’Inghilterra. Nonostante queste cifre astronomiche, Maduro ha sottolineato che “il Venezuela non ha ricevuto un solo centesimo”, evidenziando come questi fondi siano stati utilizzati per arricchire un’élite corrotta a discapito del popolo venezuelano.

Le ruberie di Juan Guaidó: un caso emblematico

Uno degli aspetti emersi dalle indagini è il ruolo centrale di Juan Guaidó, l’ex leader dell’opposizione venezuelana autoproclamatosi “presidente incaricato” nel 2019. Guaidó avrebbe gestito in modo fraudolento milioni di dollari provenienti da fondi USAID e altre fonti internazionali, destinati a progetti umanitari e di sviluppo per il Venezuela. Invece di utilizzare questi fondi per aiutare la popolazione venezuelana, Guaidó e i suoi collaboratori avrebbero creato una rete di corruzione per arricchirsi personalmente.

Il procuratore generale venezuelano, Tarek William Saab, ha rivelato che Guaidó è accusato di aver causato un danno patrimoniale superiore a 20 miliardi di dollari attraverso la gestione illecita di risorse pubbliche all’estero. Tra le accuse più gravi vi è quella di aver usurpato funzioni statali per controllare aziende venezuelane come la raffineria Citgo, situata negli Stati Uniti. Secondo Saab, Guaidó avrebbe gestito Citgo in modo criminale, portando al suo sequestro da parte di un tribunale nordamericano. Inoltre, Guaidó è accusato di aver distratto fondi pubblici, legittimato capitali illeciti e associato a gruppi criminali per arricchirsi a spese dello Stato venezuelano.

Un caso emblematico è quello dei 6 milioni di dollari destinati alla creazione di una televisione chiamata “Telesur Libre”, un progetto che non ha mai visto la luce. Guaidó ha affidato questi fondi a figure come Leopoldo Castillo e Alberto Ravell, due giornalisti dell’opposizione, che avrebbero sottratto il denaro senza realizzare il progetto. Il vicepresidente e ministro degli Interni venezuelano Cabello ha commentato sarcasticamente: “Dov’è Telesur Libre? Non esiste. E i soldi? Se li sono rubati”.

Le sanzioni e le conseguenze per il Venezuela

Maduro ha anche denunciato le devastanti conseguenze delle sanzioni imposte dall’estrema destra venezuelana e dai suoi alleati internazionali, affermando che il paese ha perso oltre 630 miliardi di dollari e che il 99% delle entrate è stato colpito. Queste misure, secondo il presidente, hanno costretto migliaia di famiglie a emigrare e hanno favorito la creazione di reti criminali che lucrano sulla migrazione.

La richiesta di cooperazione internazionale

In parallelo, il procuratore generale venezuelano, Tarek William Saab, ha chiesto alle autorità statunitensi di attivare un meccanismo di cooperazione bilaterale per indagare sul malversamento dei fondi USAID da parte dell’opposizione venezuelana. Saab ha sottolineato che le autorità venezuelane hanno già avviato 29 procedimenti penali contro Guaidó e altri esponenti dell’opposizione, accusati di aver causato un danno patrimoniale superiore a 20 miliardi di dollari attraverso la gestione illecita di risorse pubbliche all’estero.

Il procuratore ha ribadito che Guaidó, autoproclamatosi “presidente ad interim” nel 2019, ha gestito in modo fraudolento aziende statali come la raffineria Citgo, situata negli Stati Uniti, portando al suo sequestro da parte di un tribunale USA. Saab ha inoltre evidenziato che i fondi USAID, destinati a progetti umanitari, sarebbero stati utilizzati per finanziare attività destabilizzanti contro il governo legittimo di Maduro.

Le accuse di complicità internazionale

Il vicepresidente venezuelano Diosdado Cabello ha aggiunto un ulteriore tassello alla vicenda, accusando i leader dell’opposizione di aver agito con la complicità di funzionari del governo statunitense. Cabello ha dichiarato che i fondi sottratti sarebbero stati utilizzati per creare reti criminali, trafficare armi e finanziare operazioni destabilizzanti, tra cui il fallito tentativo di invasione noto come “Operazione Gedeón”.

Cabello ha anche menzionato il ruolo di Jordan Goudreau, un mercenario statunitense che ha collegato Guaidó e López alla CIA, sostenendo che l’agenzia nordamericana avrebbe protetto i leader dell’opposizione durante le indagini FBI.

Un caso di alto impatto internazionale

La vicenda ha assunto dimensioni internazionali, con il governo statunitense che ha avviato un’indagine interna sul presunto malversamento di fondi USAID. Secondo un rapporto dell’Osservatorio Venezuelano Antibloqueo, tra il 2017 e il 2024, l’opposizione venezuelana avrebbe ricevuto oltre 1,1 miliardi di dollari da USAID e altre agenzie USA, con un totale di 3,5 miliardi di dollari destinati a progetti in Venezuela e altri paesi.

Il caso solleva interrogativi sulla gestione dei fondi internazionali e sulla complicità di attori politici e istituzionali in attività illecite. Mentre il governo venezuelano chiede giustizia e cooperazione internazionale, la vicenda continua a scuotere il panorama politico sia in Venezuela che negli Stati Uniti, mettendo in luce le complesse dinamiche di potere e corruzione che attraversano la regione.

Maduro ha concluso il suo discorso esortando il popolo venezuelano a rafforzare la memoria nazionale e a partecipare attivamente alle prossime elezioni per l’Assemblea Nazionale, al fine di garantire una rappresentanza patriottica, bolivariana e socialista nel futuro del paese.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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