Prof. Marandi: "USA e Israele hanno fallito. L'Iran ha già vinto" (VIDEO)

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Prof. Marandi: "USA e Israele hanno fallito. L'Iran ha già vinto" (VIDEO)

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Mentre le bombe cadono su Teheran e il prezzo del petrolio impazza, una voce lucida e senza filtri arriva direttamente dall’Iran per spiegare cosa sta realmente accadendo. È il Professor Mohammad Marandi, volto noto e fine analista, ospite di The Hindu in un'intervista esclusiva che smonta la narrazione occidentale sulla guerra.

Al dodicesimo giorno del conflitto scatenato da USA e Israele il 28 febbraio, Marandi è categorico: "È chiaro che gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno fallito. Speravano in una vittoria rapida, ma hanno fatto un grosso errore di calcolo". E aggiunge un dettaglio tagliente: persino Trump, dice, è stato colto di sorpresa dalla risposta iraniana. Un'ignoranza che, secondo il professore, rivela quanto l'establishment sia infiltrato da chi antepone gli interessi di Israele a quelli USA.

Ma il cuore dell'analisi è la dimostrazione che l'Iran gioca una partita a lungo termine, mentre l'Occidente si dibatte.

"Le nostre fabbriche di droni e missili sono sottoterra e continuano a produrre. Abbiamo abbastanza arsenale per andare avanti per più di un anno", spiega Marandi, smentendo le sparate dei leader statunitensi che vantavano la distruzione delle capacità iraniane. Anzi, rivela: "La maggior parte delle nostre basi è ancora inattiva. L'Iran non ha nemmeno usato la sua vera forza".

Dietro ai proclami bellici di Marco Rubio e Pete Hegseth, che giurano di voler annientare missili e marina iraniana, c'è quindi solo propaganda di infimo livello. "Tutti i loro obiettivi sono falliti. In silenzio, hanno già accantonato l'idea del cambio di regime", afferma Marandi.

La vera sconfitta per il professore è strategica e morale. Da un lato, i bombardamenti che colpiscono scuole e civili stanno unendo il popolo iraniano come mai prima, distruggendo l'immagine "soft" dell'Occidente costruita in decenni. Dall'altro, il fronte economico è una trappola mortale per gli aggressori.

"Un solo missile che colpisce Dubai fa crollare il valore dell'intera città. Le basi USA nel Golfo sono diventate un passivo, non un attivo", sottolinea Marandi, parlando di quei "piccoli regimi dittatoriali familiari" che ospitano basi USA e ora pagano il prezzo della loro complicità.

E qui arriva il punto cruciale per l'economia globale. L'Iran, spiega, potrebbe distruggere tutte le petroliere e gli impianti del Golfo, cancellando per anni le esportazioni di petrolio e gas e mandando in tilt il pianeta. "Ma noi non vogliamo questo. Non vogliamo un collasso economico globale. Vogliamo una sconfitta strategica che cambi le regole per sempre".

L'obiettivo di Teheran è chiaro: "Far sì che la regione non possa più essere usata come piattaforma per l'aggressione contro di noi. Che gli Stati Uniti non siano più in grado di minacciarci. E che i nostri diritti, incluso il programma nucleare pacifico, siano rispettati. Non sono richieste oltraggiose".

Sul nucleare, Marandi risponde senza esitazione alla domanda cruciale del giornalista: l'Iran doveva seguire la via della Corea del Nord? "La fatwa contro le armi nucleari è ancora in piedi. Se ci fosse una minaccia esistenziale, la nostra posizione cambierebbe. Ma oggi stiamo vincendo questa guerra. E se la gente fa la coda per il gas in India o in Indonesia, la colpa è solo di Netanyahu, del regime israeliano e del suo lobbying, che sacrificano il mondo intero per la loro aggressione".

Infine, Marandi fa una previsione: "L'era della dominazione occidentale è finita. E questa guerra la seppellirà per sempre".

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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