Il "Passaporto vaccinale" e la legge di Murphy

Il "Passaporto vaccinale" e la legge di Murphy

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Di Massimo Baroni*

 

Il  "greenpass", o Covid pass, previsto dalla Commissione Europea a livello di legge dell'Unione, viene istituito in Italia con il decreto 52 del 2021, la cui legge di conversione è stata votata ieri alla Camera dei Deputati con una "brutta" fiducia, e passerà al vaglio del Senato "blindato" senza possibilità di modificarlo in alcun modo, pena la decadenza del decreto-legge.

Questa sorta di "passaporto vaccinale", lascia molte perplessità in quanto crea molte disparità all'interno delle 3 categorie che hanno diritto ad avere il Green Pass, ma soprattutto nei confronti di chi non ne ha diritto, emarginando socialmente, e forse danneggiando economicamente, di fatto, chi ancora non ne può godere (potrebbero,  essere, ad oggi, dai 12 ai 18 milioni di Italiani):

Ma ragioniamo un momento sulle 3 categorie in questione:

1. I vaccinati
(la categoria "regina" crea disparità verso coloro che non sono ancora stati raggiunti dalla campagna vaccinale);

2. gli ex sintomatici COVID 19 (disparità di estensione di 3 mesi del Covid Pass tra i "guariti" - 6 mesi - e i vaccinati - 9 mesi -. I "guariti" hanno quindi 3 mesi in meno di "libertà" rispetto ai vaccinati. È una disposizione che non mi risulta in alcun modo supportata da alcuna attendibilità scientifica;

3. i "tamponati" (sembra uno scherzo: con una validità di appena 48 ore.
Coloro che non stati raggiunti in tempo dalla campagna vaccinale, dovranno pagarsi di tasca loro i tamponi rapidi, costo minimo dai 24 euro in su, a "shot" tamponale, pur di godere - per due giorni - degli stessi diritti di chi ha completato il ciclo vaccinale; oppure di coloro che hanno un certificato da ex contagiato COVID.) 

Infine, ma da non sottovalutare, resta totalmente irrisolto il nodo di come un ex contagiato asintomatico possa essere individuato, anche alla luce del fatto che, qualora già "immune" e vaccinato, potrebbero soffrire di effetti avversi in misura statisticamente diversa rispetto a coloro che non sono entrati in contatto col virus.

Le perplessità scientifiche esistono su diversi fronti ed il dibattito è molto acceso, tra chi porta avanti posizioni "minoritarie" e coloro che spingono in avanti il testimone della loro "verità" (neo-positivista, riduzionista, etc..) "spingendo" anche a non essere contraddetti, il che accade, di solito, fino a quando non hai il morto in casa.

Non volendo essere contraddetti, portano avanti strategie massimaliste basate su un paradigma riduzionista e non- confrontativo.

Questo "scontro", del tutto normale nei "normali" dibattiti scientifici è tuttavia "soffocato" dai media e dai social network, che non vogliono che la popolazione si ponga troppi quesiti per non scivolare nell' "esitazione vaccinale" vista da questo Governo come l'odore di zolfo nella stretta via della san(t)ificazione. 

Questo decreto infatti si basa sulla visione fideistica e acritica su cui si poggia la sperimentazione in fase emergenziale (tradotto: io speriamo che me la cavo) che il "divide et impera" sia il bastone per farti mangiare la carota della libertà che prima ti è stata sottratta nella fase emergenziale e poi ti viene "riconsegnata" come un privilegio, su gentile concessione. 

L'inefficacia di questa politica, dai costi sociali ed economici molto alti viene fuori paragonando l'Italia con altri paesi in fase maggiormente avanzata della loro campagna vaccinale; stanno avendo molti problemi di contagi (in Cile e in UK i contagi hanno numeri molto più alti rispetto allo stesso giorno e allo stesso mese di un anno fa - senza vaccini - e questi dati contraddicono le più che legittime aspettative  scientifiche dei riduzionisti (la categoria più fragile tra gli "scienziati", sono coloro che mal sopportano i "dubbi" e i controlli incrociati) al servizio della politica di governo di turno.

Dal punto di vista costituzionale, il Green o Covid Pass, fatto in questo modo è come voler far passare, con la forza, un cammello dalla cruna di un ago, dove la cruna dell'ago è, appunto, la nostra amata Costituzione, fatta apposta, per resistere alle grandi emergenze, per  resistere alle manipolazioni e non essere mai piegata in favore di profittatori sociali; la Costituzione infatti all'art. 3 non permette queste iniquità in quanto lo Stato deve lavorare per rimuovere gli impedimenti di ordine economico e sociale - per il pieno sviluppo della persona - e giammai, in una fase di uscita dall'emergenza come in queste settimane, deve strumentalizzare la situazione per usare mezzi di coartazione indiretta onde  indurre la popolazione a un trattamento di profilassi vaccinali, che se solo si rivelasse anche solo parzialmente inefficace, creerebbe un danno micidiale a milioni di cittadini italiani.

Per dirla con le parole dei nostri nonni, il governo sta giocando a mettere tutte le sue uova in un unico paniere.

Questa strategia viene considerata "folle" oltre che dai nostri nonni,  persino dall'alta finanza, mentre i VIP del Governo Draghi, sembra essere ostaggio delle loro stesse paure e coazioni a ripetere, in momenti in cui bisognerebbe ragionare a testa alta, senza pericolosi riduzionismi, che creano pericolose eterogenesi dei fini, attivate dall' arroganza, come accadde alla campagna referendaria gestita dal bulletto di Rignano.

La legge di Murphy infatti recita: "Se qualcosa può andare storto, lo farà - nel momento peggiore possibile".

Cosa succederebbe, ad esempio, se venisse fuori che un effetto avverso scoperto dalla farmacovigilanza passiva, riduca del 20 % la fertilità dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze?

Crisanti ha già detto che un danno del 10% da miocardite indotta da una reazione avversa di una vaccinazione anti COVID 19 in età pediatrica, è un danno enorme in un giovane.

Questo non è terrorismo, questa è un'ipotesi sul tavolo del dibattito scientifico, su dei campioni ancora non del tutto significativi. Ma se domani il sole sorgesse sull'orizzonte di quella significatività?

Per questo risulta che tutti questi scienziati "medici" governativi chiedano in maniera ridondante e alla loro rete di relazioni, tra cui il loro stesso ordine professionale, il loro scudo "penale" (veniva richiesto nel verbale del CTS di marzo 2020)

Quali responsabilità riuscirai a prenderti per aver premuto così tanto in merito alla campagna vaccinale dei nostri giovani e giovanissimi dal momento che loro hanno un rischio di morte o danni permanenti  vicino allo zero assoluto?

Quindi, cari VIP del Governo Draghi, non siate arroganti e saccenti, esplorate le soluzioni che vi vengono indicate anche da posizioni minoritarie. A vostra stessa tutela. E, soprattutto, per il futuro dei nostri ragazzi, la nostra vera, autentica, speranza.

 

*Deputato  Commissione Sanità, de "L'Alternativa C'è", Ex-M5S.

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