Iran: Teheran alza i toni della contesa. Altre due centrali nel 2014

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Iran: Teheran alza i toni della contesa. Altre due centrali nel 2014

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Dopo che il vertice di Baghdad tra il Gruppo 5+1 e l’Iran non era andato oltre un posticipare i negoziati a Mosca, il 18 e il 19 giugno, il capo dell'organizzazione atomica della Repubblica islamica, Fereydoun Abbassi Davani ha aumentato i toni della contesa. In una dichiarazione rilasciata all'agenzia di stato ISNA domenica, Davani ha sostenuto che Teheran costruirà altre due centrali atomiche, almeno una delle quali a Busher, il cuore del controverso programma nucleare iraniano, ribadendo come il paese non abbia "alcun motivo" per sospendere l'arricchimento dell'uranio al 20%, richiesta principale del Gruppo 5+1 per un allentamento dell'embargo sui pezzi di ricambio per gli aerei civili. Infine, Fereydoun Abbasi, capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, ha dichiarato che non ci sia ancora alcun accordo per consentire agli esperti dell'AIEA di ispezionare il complesso militare di Parchin, nei pressi di Teheran. cercato di smorzare i toni, affermando che l'Iran potrebbe abbandonare il suo processo di arricchimento dell'uranio al 20 per cento nel caso in cui i suoi diritti al nucleare venissero riconosciuti. ''I nostri diritti al nucleare dovrebbero essere riconosciuti e diventare le basi dei negoziati, questo e' l'unico modo per arrivare a una svolta”.
La Repubblica islamica ha sempre sostenuto i fini civili delle proprie attività nucleari. Ma le potenze del 5+1 chiedono all'Iran l'accesso agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ai “siti nucleari, persone e documenti” come primo passo di un accordo.  Recentemente l’Ue e gli Stati Uniti hanno approvato un embargo petrolifero contro l’Iran con l’intento di bloccare le sue attività nucleari: le sanzioni mirano a ridurre la principale fonte di introiti dell’Iran, le esportazioni di greggio, sanzionando le istituzioni internazionali che stringono affari con la Banca Centrale iraniana (che gestisce il commercio petrolifero nazionale) o con altre società del paese asiatico.  Nella precedente edizione di Istanbul, il 15 aprile, l’Occidente aveva chiesto a Teheran la cessazione delle attività di arricchimento dell’uranio e la chiusura del sito nucleare di Fordow. Ciononostante, entrambe le parti avevano definito “costruttivi e utili” i colloqui della capitale turca. 

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