La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

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La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

 

di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico

«La deterrenza è l'arte di creare

nell'animo dell'eventuale

nemico il terrore di attaccare»

Il Dottor Stranamore

 Lo scorso 5 febbraio si è conclusa – quasi sotto silenzio – un’epoca. Quella del controllo delle armi nucleari (ma anche convenzionali) tra le grandi potenze. Sicuramente i trattati tra superpotenze non sono mai stati uno strumento perfetto per controllare il fenomeno della cosiddetta “corsa al riarmo” ma non si può negare che hanno avuto comunque una certa efficacia nel garantire al mondo di non finire in un abisso fatto di paranoia e armamenti così come descritto dal quel film geniale di Stanley Kubrick intitolato “Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba”.

Nel corso degli ultimi anni sono stati abrogati i seguenti importantissimi trattati sul controllo degli armamenti (soprattutto relativi al quadrante europeo):

1) Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) – ha perso efficacia nel 2019: USA e Russia si sono ritirati dal trattato (firmato nel 1987) che vietava i missili balistici e da crociera a corto e medio raggio. Gli USA si sono ritirati nell'agosto 2019 a causa delle presunte violazioni russe, seguiti a ruota dalla Russia.

2) Trattato Open Skies (Cieli Aperti) – ha perso efficacia nel 2020-2021: Permetteva voli aerei non armati di osservazione sui territori dei paesi firmatari e  aumentare così la trasparenza. Anche da questo trattato sono stati gli Stati Uniti a ritirarsi nel 2020, seguiti dalla Russia nel 2021.

3) Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa (CFE) - Sospeso/ha perso efficacia nel 2023: Da questo trattato è stata la Russia a completare ufficialmente il suo ritiro nel novembre 2023, segnando la fine definitiva di un accordo fondamentale per la limitazione degli armamenti convenzionali in Europa.

4) NEW START (New Strategic Arms Reduction Treaty) - Scaduto (Febbraio 2026): Si trattava dell'ultimo trattato rimasto a limitare le testate nucleari strategiche tra USA e Russia. Scaduto formalmente il 5 febbraio 2026 e non è stato rinnovato. Prima della scadenza, la Russia ne aveva sospeso la partecipazione già nel febbraio 2023.

A questa elencazione peraltro sarebbe necessario aggiungere l'uscita degli USA dal Trattato ABM  avvenuta nel 2002. Un fatto certamente risalente a molto tempo fa ma fondamentale perchè consente, proprio ora, agli USA di progettare il cosiddetto Golden Dome, lo scudo antimissilistico che sta progettando l'attuale amministrazione Trump e che nelle intenzioni dovrebbe garantire l'invulnerabilità al territorio USA agli attacchi missilistici.  Come si può intuire, questo tipo di armamenti ha una funzione solo apparentemente difensiva ma in realtà ha un impatto passivo anche negli attacchi, perché consente all'attaccante di difendersi dalla rappresaglia del nemico.

Il risultato definitivo della progressiva fine dei trattati sopra elencati è quello che ormai il mondo vive con la spada di Damocle di una nuova corsa al riarmo, che è, anzi, probabilmente già iniziata.

Molte sono state in questi giorni le giustificazioni date dai politici alle rispettive opinioni pubbliche in relazione a questa situazione. Gli statunitensi vorrebbero che al prossimo trattato relativo alle armi nucleari strategiche aderisse anche la Cina, la quale sta costituendo una forza nucleare di grandi proporzioni e che, in prospettiva, potrebbe essere in grado di realizzare un attacco di annientamento di un potenziale avversario anche esso armato di armi nucleari. Rammento per maggiore chiarezza per attacco di annientamento si intende un attacco che paralizzi l'avversario rendendogli impossibile una rappresaglia; è chiaro che più ampio e variegato è l'arsenale nucleare di cui è dotata una potenza, più alta è la possibilità di riuscire a realizzare questo genere di attacco. Dunque, in definitiva, si può sostenere che la proposta di Washington di vincolare anche Pechino ad un nuovo trattato  è da ritenersi fondata e ragionevole. Allo stesso modo però anche i russi (probabilmente con i cinesi alle loro spalle) hanno altrettante ragioni nell’affermare che anche Gran Bretagna e Francia devono essere vincolate al nuovo trattato proprio per le stesse ragioni per le quali gli statunitensi vogliono coinvolgere i cinesi.

Per paradosso si può sostenere che le difficoltà relative al prossimo (se ci sarà) trattato di limitazione delle armi nucleari strategiche è legato al fatto che tutti hanno ottime ragioni da sostenere e ciò rende difficile un accordo.

Il problema fondamentale è però che in attesa dell'accordo e della partenza delle trattative per il nuovo START, tutti stanno implementando politiche tendenti ad accrescere e modernizzare il proprio arsenale strategico. Il Paese che sembra più avanti su questo fronte è la Russia che negli ultimi anni, per esempio, ha messo in linea il missile strategico pesante “Sarmat”, il missile da crociera a gittata infinita perchè a propulsione nucleare, il “Burevestnik”, il drone sottomarino con testata nucleare “Poseidon” e, infine, il sistema lanciamissili intercontinentali “Barguzin” che è posizionato su vagoni ferroviari indistinguibili dai normali vagoni merci.  Ma anche gli Stati Uniti non sono rimasti con le mani in mano, infatti, secondo notizie di stampa, si stanno apprestando a riattivare 56 lanciatori su 14 sottomarini della classe "Ohio" per caricarli completamente con missili balistici Trident II, nonché a riconvertire 30 bombardieri strategici B-52H in vettori di armi nucleari. Quindi superando abbondantemente i limiti del vecchio Trattato START appena scaduto.

In questo terrificante contesto di instabilità geopolitica, con il conflitto russo-ucraino ancora in corso e con le crescenti minacce di esplosione di una grande guerra in Medio Oriente che potrebbe essere innescata dal sempre più probabile bombardamento americano dei siti nucleari iraniani, l'assenza di qualsiasi limite al riarmo causato dall'assenza di trattati sugli armamenti diventa un ulteriore elemento di instabilità e rischio. Non solo per quanto riguarda i rapporti tra le tre superpotenze, Russia, Cina e Stati Uniti, ma anche dalla sempre più evidente volontà di nuovi Paesi di dotarsi di armi sempre più distruttive comprese quelle nucleari.  In particolare il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che la Germania sta trattando con Francia e Inghilterra per allargare al paese teutonico l'ombrello nucleare delle due potenze europee. Non basta: lasciano sbigottiti le dichiarazioni del Presidente polacco Karol Nawrocki secondo il quale Varsavia deve iniziare a lavorare per dotarsi di armi nucleari.

Non pare azzardato ritenere che stiamo vivendo una situazione nella quale tutti si sentono liberi di armarsi a piacimento aumentando a livelli altissimi il livello di entropia del sistema geopolitico, in particolare di quello europeo.

In una situazione come questa, le probabilità che le cose sfuggano di mano diventano sempre più alte.

 

 

 

 

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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