La verità di Petraeus

Attesa per la sua testimonianza alla Camera per l'attacco a Bengasi. L'amministrazione Obama sempre più in difficoltà

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In una chiacchierata informale con la giornalista della Cnn Kyra Phillips ed altri dettagli forniti al Wall Street Journal,  l'ex direttore della Cia David Petraeus inizia a far trapelare la sua versione dei fatti nello scandalo che sta scuotendo i servizi di intelligence americani. 
Alla vigilia dell’odierna testimonianza alla commissione Intelligence della Camera, dove Petraeus dovrà rispondere sull'attacco a Bengasi constato la vita a quattro diplomatici americani ma dove non mancheranno domande sull'accaduto, l'ex comandante delle truppe americane in Iraq ha dichiarato che non era sua intenzione dimettersi, perchè non ha rivelato nessun segreto dell'agenzia. Le ragioni delle dimissioni, secondo il Wall Street Journal di oggi, sono da trovare allora proprio nell'assalto al Consolato Usa di Bengasi. Nella ricostruzione della vicenda del giornale americano, Petraeus era impegnato a condurre la battaglia interna per fare piena luce su Bengasi, non accettava le accuse di inefficienza rivolte alla Cia ed aveva deciso di far conoscere la “cronologia degli eventi di quella giornata”. A quel punto, conclude il Wall Street Journal, il Dipartimento di Stato ed il Pentagono, attraverso il direttore nazionale dell’intelligence, James Clapper ha chiesto le sue dimissioni per l'adulterio.
Quanto Petraeus dirà oggi in una seduta a porte chiuse potrebbe avere conseguenze politiche difficili da prevedere.  Intanto, il senatore repubblicano della commissione giustizia Chuck Grassley ha formalmente chiesto al direttore del FBI Robert Mueller un resoconto degli eventi. “Sarebbe meglio per l'amministrazione di essere trasparente così che il paese possa sentirsi sicuro che l'agenzia che deve garantire l'attuazione della legge stia agendo nel modo più consono per proteggere la sicurezza nazionale”, Grassley.
Il procuratore generale Eric Holder ha dichiarato giovedì che dalle perquisizioni a casa Broadwell non è emersa nessuna minaccia diretta alla sicurezza nazionale. L'Affaire Petraeus assume tuttavia connotati sempre più preoccupanti per l'amministrazione Obama. Intanto al Pentagono il ministro Leon Panetta ha ordinato la redazione di nuove “direttive etiche” per gli alti gradi al fine di scongiurare il ripetersi di episodi come le 30 mila email erotiche scambiate dal generale John Allen con Jill Kelley.

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