Papa Francesco sulla crisi economica

Il pontefice denuncia "la dittatura dell'economia senza volto né scopo realmente umano"

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In occasione della presentazione delle lettere credenziali degli ambasciatori di Kyrgyzstan, Antigua e Barbuda, Lussemburgo e Botswana presso la Santa Sede, Papa Francesco è intervenuto per la prima volta sulla crisi economico-finanziaria mondiale.
Papa Bergoglio ha denunciato la tirannia delle leggi di mercato e chiesto riforme e aiuti concreti per chi è più in difficoltà. I mercati finanziari – definiti “una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole” - attraverso l'indebitamento allontanano i Paesi dalla loro economia reale ed i cittadini dal loro potere d'acquisto reale.
Il denaro è diventato un "idolo" e le "ideologie che promuovono la autonomia assoluta dei mercati e speculazione finanziaria" sono alla base del dramma sociale di milioni di persone.
Una delle cause di questa situazione, secondo Papa Francesco, "sta nel rapporto che abbiamo con il denaro nell'accettare il suo dominio su di noi e sulle nostre società. Così la crisi finanziaria che stiamo attraversando - ha detto ancora il Pontefice - ci fa dimenticare la sua prima origine, situata in una profonda crisi antropologica. Nella negazione del primato dell'uomo". Il problema, denuncia Papa Francesco è che "abbiamo creato nuovi idoli. L'adorazione dell'antico vitello d'oro ha trovato una nuova e spietata immagine nel feticismo del denaro e nella dittatura dell'economia senza volto né scopo realmente umano". 

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