L'Italia cura miliziani libici… nessuna sorpresa, succede da anni

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L'Italia cura miliziani libici… nessuna sorpresa, succede da anni

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di Marinella Correggia
 

Ecco, è «scoppiato» il «giallo dei miliziani libici curati segretamente in Italia». Leggiamo qui https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_gennaio_23/milano-giallo-libici-fatti-fuggire-diplomatici-007-tripoli-0ac2e064-3de7-11ea-a1df-03cb566fb1c9.shtml: «Hanno preso un volo di linea diretto a Tripoli, accompagnati da funzionari diplomatici e 007, i due libici fuggiti dall’Hotel Rafael di Milano dopo aver accoltellato un connazionale di 32 anni, la sera del 15 gennaio. (…) I due libici scomparsi, così come il ferito 32enne ora sorvegliato «a vista» dalla polizia italiana, fanno parte di un programma di aiuto sanitario avviato la scorsa primavera dall’ospedale San Raffaele di Milano (Gruppo San Donato) su richiesta della ambasciata libica presso la Santa Sede.»


 

Digos e antiterrorismo indagano per stabilire chi abbia agevolato la partenza dei due indagati (per lesioni). Da accertare poi chi abbia svolto i controlli effettuati «a monte», ossia prima del loro arrivo in Italia. Va chiarito anche il ruolo di ambasciate e ministero degli Esteri.


Ma non va dimenticato che anni fa già l’Italia curava miliziani. E nel 2016 ha aperto un ospedale militare a Misurata. L’iniziativa è stata chiamata Operazione Ippocrate nientemeno… sì proprio quello del primum non nocere: https://www.repubblica.it/esteri/2016/10/31/news/misurata_medici_italiani-151016761/ .


All’epoca scrivevano (http://contropiano.org/interventi/2016/09/19/misurata-criminali-guerra-083667): «Chissà cosa pensano dell’«operazione Ippocrate» i libici di Tawergha. Cinque anni fa, i 40mila cittadini di pelle nera che popolavano questa città furono oggetto di pulizia etnica: parecchi uccisi e imprigionati, tutti gli altri deportati in massa proprio dalle milizie dichiaratamente razziste di Misurata che l’Italia va a soccorrere. In effetti dei molti gruppi armati libici ai quali l’operazione Nato «Unified Protector» nel 2011 fece da forza aerea, le Misrata Brigates – decine di migliaia di combattenti, già parte essenziale della compagine islamista Fajr sostenuta dal Qatar – sono forse il peggio. Altro che gli «eroi in ciabatte», prima protagonisti della «rivoluzione» libica nel 2011, poi della «lotta contro Daesh a Sirte» nel 2016»,.


Per molti media di tutto il mondo, gli armati di Misurata - aiutati dalle bombe Nato nel 2011 -, erano «eroi rivoluzionari». E no: Misurata era la città dei più ricchi, e le sue milizie si sono rivelate le più carogne durante e dopo la guerra, come sibialiria ha più volte scritto (http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=2330).

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