Obama incontra il neo presidente del Messico, Pena Nieto

Lotta al narco traffico ed immigrazione al centro dei colloqui alla Casa Bianca

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Obama incontra il neo presidente del Messico, Pena Nieto

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Nel colloquio bilaterale avuto alla Casa Bianca con Barack Obama, il presidente messicano eletto, Enrique Pena Nieto, ha dichiarato come il suo principale scopo una volta assunto la carica sarà quella di ridurre la violenza. Pena Nieto, che assumerà le funzioni come presidente sabato in una cerimonia a Città del Messico in cui sarà presente il vice di Obama, Joe Biden, ha promesso di continuare nella guerra ai cartelli della droga nel paese, che è costata la vita a 50.000 persone da quando è stata lanciata 6 anni fa. Obama si è complimentato con quella che ha definito "un'ambiziosa agenda di riforma” e sottolineato come "quello accade in Messico ha un impatto sulla nostra società" e che si aspetta di continuare sulle buone relazioni instaurate con il presidente uscente, Felipe Calderon. Alla vigilia, Peña Nieto, in un’intervista al Time, aveva parlato della guerra al narcotraffico e della necessità di rivedere i metodi di lotta, anche alla luce della legalizzazione della marijuana approvata in via referendaria in Colorado e Washington. “Apre uno spazio per rivedere la nostra politica. Sono favorevole a un dibattito sull’efficacia della strada percorsa nella lotta agli stupefacenti” ha detto il nuovo presidente, che sarà in carica dal primo dicembre.
L'altro tema al centro dell'incontro ha riguardato l'immigrazione. Gli immigrati messicani o cittadini americani di origini messicane sono circa il 70% dei 50 milioni di Latinos che vivono negli Usa. Obama ha promesso che proseguirà nella riforma della legge sull'immigrazione nel suo secondo mandato alla Casa Bianca. “Supportiamo pienamente questa legge”, ha dichiarato Pena Nieto, sottolineando come il suo governo coopererà per ridurre l'immigrazione illegale che varca il confine in California. Nel giugno scorso Obama aveva scavalcato il Congresso ed introdotto un decreto che ha introdotto permessi di soggiorno e lavoro temporaneo nel paese, con lo scopo di risolvere il problema dei circa 11,5 milioni di persone originarie dell'America Latina vivono in clandestinità negli Usa.

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