Obama, la crisi europea influenza la lenta ripresa occupazionale USA

1002
Obama, la crisi europea influenza la lenta ripresa occupazionale USA

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La strategia dei due contendenti per le elezioni presidenziali Mitt Romney e Barck Obama è abbastanza chiara ormai da mesi ma l’ultimo report sull’occupazione uscito venerdì che mostra una certo rallentamento va sicuramente a vantaggio del candidato repubblicano.
La macchina elettorale dell’ex-Governatore del Massachusetts, che ha sede a Boston, cerca di sottolineare la crisi economica in cui versano gli Stati Uniti attribuendo la colpa all’attuale Presidente degli Stati Uniti e dipingendo invece Romney come un imprenditore che sa, vista la sua esperienza di manager in un’importante azienda privata, come creare posti di lavoro.
La macchina elettorale invece di Barack Obama, con sede a Chicago, ha focalizzato l’attenzione sugli anni di Romney, trascorsi al fondo di investimento Bain Capital,  rimarcando le scarse doti di gestione dell’ex-Governatore del Massachussets molto espero nel saper fare soldi per altri che nel creare occupazione approfittando di quell’economia deregolata che ora il suo team e lui attaccano come male da cui hanno origine tutti i mali. La campagna di Barack Obama non sembra avere al momento sortito gli effetti desiderati e anche alcune defezioni del partito democratico sulla linea strategica seguita dal primo cittadino USA non hanno aiutato. Così in questo momento particolare, Obama indirettamente o più direttamente sottolinea l’influenza negativa che deriva dalla crisi europea per spiegare le difficoltà che la ripresa dell’occupazione ed economica in generale negli Stati Uniti si stanno presentando. Basterà per mantenere salda la leadership? 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti