Peskov: "Il mondo si è incamminato sulla via di una crisi economica ed energetica"
Il portavoce del Cremlino: crisi in espansione giorno dopo giorno. E conferma i contatti con Serbia e Ungheria per le forniture energetiche
La guerra si allarga anche agli oleodotti. E il Cremlino, dal canto suo, lancia un allarme che suona come un monito: il mondo si sta incamminando verso una crisi economica ed energetica senza precedenti.
A parlare è il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov. Durante una conferenza stampa - secondo quanto riporta l'agenzia Tass - ha risposto alle domande sui recenti attacchi ucraini contro gli impianti del Consorzio del Caspio, il grande oleodotto che attraversa la Russia meridionale e arriva fino al porto di Novorossijsk. Non è la prima volta, ha ricordato Peskov, che le forze del regime di Kiev prendono di mira quelle infrastrutture. “Sappiamo tutti che il regime di Kiev ha già preso di mira il consorzio in passato. Questo importante oleodotto internazionale ha subito danni ripetutamente».
Sul funzionamento attuale dell'impianto e sulle eventuali ripercussioni per le spedizioni, il portavoce ha però glissato: “Vi consiglio di rivolgervi direttamente alla società del Consorzio del Caspio per capire qual è la situazione in questo momento”.
Ma il punto centrale della conferenza stampa è stato un altro. Secondo Peskov, il mercato petrolifero è ormai completamente cambiato. E la responsabilità, nelle sue parole, è di chi ha scelto la strada del conflitto. “Il mondo si è saldamente incamminato sulla via di una crisi economica ed energetica. Una crisi che si allarga giorno dopo giorno. E il mercato energetico, insieme alle sue infrastrutture, è ormai del tutto trasformato”.
Nonostante lo scenario cupo, Mosca non sembra intenzionata a restare a guardare. Peskov ha rivelato che la Russia ha ricevuto “un gran numero di richieste” da parte di consumatori alternativi, cioè di Paesi che vogliono rifornirsi di energia nonostante le sanzioni e le tensioni. “Siamo in trattativa - ha spiegato - per fare in modo che la situazione giri a nostro vantaggio”.
E l'Europa? Peskov ha voluto chiarire un punto: i contatti con Belgrado e Budapest restano aperti. “Siamo in comunicazione con Serbia e Ungheria”, ha detto. Due Paesi che, in un continente sempre più diviso, continuano a guardare a Est per tenere accese le luci e le fabbriche.

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