Polonia e MiG-29. Le parole di Blinken sulla figuraccia NATO

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Polonia e MiG-29. Le parole di Blinken sulla figuraccia NATO

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Da qualche giorno tiene banco la questione dei caccia MiG-29 che l’Ucraina chiede ai propri alleati per rinforzare una flotta sostanzialmente incapace di affrontare l’aviazione militare russa. 

La Polonia ha offerto i propri caccia MiG-29 che dovrebbero essere ‘ritirati’ dai piloti di Kiev presso la base aerea statunitense di Ramstein in Germania. 

Il Pentagono però avrebbe opposto un rifiuto a questa ipotesi. Secondo quanto afferma Ria Novosti, il responsabile della Difesa statunitense, Lloyd Austin, la comunità dell'intelligence statunitense ha concluso che il trasferimento di caccia a Kiev potrebbe aumentare la probabilità che la NATO venga coinvolta nella situazione in Ucraina.

Secondo Austin, un'alternativa al MiG-29 polacco potrebbe essere la fornitura di sistemi di difesa aerea. "Opzioni alternative sono lavorare con altri alleati e partner che potrebbero avere sistemi e capacità di difesa aerea aggiuntivi che possono fornirli all'Ucraina. Stiamo discutendo con molti paesi su questa soluzione”. 

Gli Stati Uniti non hanno capito perché la Polonia voglia inviare MiG-29 in Ucraina consegnandoli agli Stati Uniti, ha affermato il segretario di Stato Anthony Blinken.

"La proposta della Polonia dimostra la complessità che questo problema presenta", ha dichiarato Blinken in una conferenza stampa dopo i colloqui con il ministro degli Esteri britannico Liz Truss.

"Semplicemente non capiamo quale sia la logica sostanziale per farlo nel modo in cui è stato proposto", ha aggiunto.

In precedenza è stato riferito che il Pentagono non considera accettabile l'offerta della Polonia di trasferire i suoi aerei sotto il controllo degli Stati Uniti per poi trasferirli all’Ucraina. Washington ritiene inoltre che le autorità polacche dovrebbero decidere autonomamente sulla possibilità di trasferire i caccia in Ucraina.

Da parte russa invece, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aveva affermato che la fornitura di armi da parte dei paesi occidentali all'Ucraina non porterebbe a una risoluzione della crisi, ma, al contrario, destabilizzerebbe ancora di più la situazione.

Questa parziale retromarcia statunitense conferma che gli Stati Uniti si comportano sempre allo stesso modo con i vassalli: prima aizzano, spingono l’alleato di turno ad alzare la tensione, nel caso dell’Ucraina fino allo scontro aperto con la Russia, per poi retrocedere e rimanere dietro le quinte a manovrare avendo come obiettivo esclusivamente i propri interessi.

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