Prof. Erspamer: Perché torno su Facebook

13429
Prof. Erspamer: Perché torno su Facebook


di Francesco Erspamer*

Del resto facebook l’ha inventato un giovane americano, di quelli che fin da piccoli l’unica cosa che sognano è fare molti soldi in fretta e poi vivere di rendita, vedendo il loro capitale moltiplicarsi esponenzialmente senza fare nulla, però pagando lobby, giornalisti e politici perché convincano la gente che gli altri, i comuni mortali, debbano lavorare sempre di più e accontentandosi di poco (il poco stabilito dal “mercato”), se no vuol dire che sono degli scansafatiche o, peggio, dei falliti e dunque non meritevoli di niente in quanto il mondo è di chi ha successo.

Questa concezione della vita e della società – si chiama liberismo – facebook e i social in generale la esprimono e promuovono con la loro struttura e le loro modalità d’uso, al di là dei contenuti: malgrado il nome sono dispositivi capaci solo di generare e promuovere individualismo, superficialità, fanatismo. Pensate al loro linguaggio, a come abbiamo svuotato il significato della parola “amico” (lo ricordate il proverbio “chi trova un amico trova un tesoro”?), banalizzato il giudizio (“mi piace” con un semplice clic), sdoganato le cazzate, ossia l’impulso a parlare anche quando non si abbia nulla da dire, anche quando non ci si sia informati, non si sia prestata attenzione, non si abbia riflettuto. Come se l’essenziale non fosse comunicare agli altri una conoscenza bensì dare sfogo al bisogno di esprimere la propria soggettività; il liberismo “vede la propria salvezza nel consentire alle masse di esprimersi (non di vedere riconosciuti i propri diritti)”, come scrisse del fascismo Walter Benjamin.
Così mi sono preso una vacanza da facebook. Non programmata: per alcuni giorni l’assenza è stata dovuta ad altri impegni. Ma nel frattempo ho cominciato a sentirmi meglio; quando poi ho anche smesso di guardare i giornali per dedicarmi solo ai libri e al giardinaggio approfittando dell’isolamento sociale da coronavirus, mi è anche tornato l’ottimismo.

Perché allora sono di nuovo qui? Perché purtroppo in questo mondo, credo per la prima volta nella Storia, non ci si può esentare dalla realtà neanche fuggendo. Non ci sono più luoghi, neanche i deserti, non toccati dall’ingordigia del neoliberismo e dei suoi tanti seguaci, che tutto ciò che di buono e di bello c’è su questo pianeta lo stanno distruggendo per l’ansia di consumare e sprecare. 

È come in guerra: bisogna prendere posizione o si è complici del più forte, per default. Non mi piace ma va fatto, e non perché l’impegno o il sacrificio garantiscano la vittoria: no, la vittoria è improbabile. Si tratta di un dovere morale e politico, ossia l’unica azione che ancora possa dimostrare la nostra umanità.


*Professore alla Harvard University. Post Facebook del 07 luglio 2020

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro di Giuseppe Masala Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri di Giuseppe Giannini L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti