Recovery Fund, il brusco risveglio degli affermazionisti

5916
Recovery Fund, il brusco risveglio degli affermazionisti



di Gilberto Trombetta


Le bugie, si sa, hanno le gambe corte.

E così dopo mesi di propaganda unionista da parte del Governo e supportata dalla libera stampa di regime (stampa mainstream o dominante per gli amici) la verità sta venendo fuori.

Come alcuni di noi ripetevano da mesi dopo aver letto le carte ufficiali dell’Unione Europea, si comincia ad ammettere che i soldi del Recovery Fund – Recovery MES per gli amici – non ci sono.

E, se mai ci saranno, non li vedremo prima della metà del prossimo anno.

E sì perché come dicono oggi Baroni e Bresolin su La Stampa, «per vedere le prime risorse del Recovery Fund bisognerà attendere almeno fino a giugno, quando la UE comincerà a raccogliere sui mercati quasi 900 miliardi per finanziare le misure straordinarie di ripresa».

«Per far partire il Next Generation EU servono infatti ancora una serie di passaggi. Prima di tutto il via libera del Consiglio UE, poi la ratifica nei 27 parlamenti nazionali.

Dopodiché i Governi presenteranno nel dettaglio i loro piani a Bruxelles e a quel punto inizierà la fase di valutazione dei progetti.

Il passaggio richiederà tre mesi di tempo, ma prima di arrivare all'esborso del 10% (per l'Italia 6,5 di sovvenzioni lorde e 12,7 di prestiti) servirà una tappa fondamentale: la raccolta dei fondi sui mercati».
Insomma aspetta e spera…

Eppure oggi l’Italia può finanziarsi a tassi molto bassi. Negativi addirittura per i titoli di Stato con le scadenze meno lunghe.

Questo perché la BCE sta acquistando titoli di Stato come mai prima di ora, facendo appunto abbassare i rendimenti, cioè gli interessi passivi sul debito.

Che è uno dei compiti – dovrebbe almeno essere – di ogni Banca Centrale.

Perché le Banche Centrali possono emettere moneta quando vogliono e senza limiti.

Lo ha ammesso addirittura il Capo del dipartimento di Economia e statistica di Banca d’Italia, Eugenio Gaiotti, durante l’audizione sulla nota di aggiornamento al Def (Nadef) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato rispondendo alla domanda sulla provenienza dei soldi che la BCE ha usato e userà per il programma di acquisto di titoli PEPP.
«Questa è una decisione di politica monetaria che vuol dire trattasi di emissione di moneta che è quello che fa una Banca Centrale. Come qualsiasi banca centrale, la Banca Centrale Europea acquista titoli e crea moneta, crea proprie passività per sostenere l'economia. Tutto qua».




Già, tutto qua.

O forse no.

Perché il finanziamento della politica fiscale, cioè del deficit, tramite emissione di titoli di Stato, quindi con l’emissione di nuovo debito pubblico non solo non è l’unica strada, ma non è neanche la migliore.
Vediamo infatti cosa ci dice Nicola Acocella nel suo Elementi di politica economica.

«Come si è detto, il disavanzo può essere finanziato in due modi: attraverso la creazione addizionale di base monetaria o l'emissione di nuovi titoli del debito pubblico.

Le due modalità di finanziamento in deficit hanno natura ed effetti notevolmente diversi.

La prima differenza fra i due modi di finanziamento consiste nel loro diverso costo. È chiaro che il finanziamento con debito è costoso.

Il finanziamento con base monetaria è, invece, spesso meno costoso o niente affatto costoso.

Non lo è affatto, se realizzato attraverso emissione di monete o biglietti del Tesoro, se si prescinde dai costi materiali dell'emissione, lo è in minima misura, se ottenuto nell'ambito di convenzioni tra Stato e Banca Centrale o di norme del genere di quelle che, fino al 1981 (ossia al cosiddetto divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia) prevedeva l'obbligo di quest'ultima di finanziare lo scoperto del Tesoro sul C/C di Tesoreria.

Questa linea di credito, infatti, poteva essere mantenuta indefinitamente nel tempo e, anzi, tendeva a crescere in valore assoluto all'aumentare del volume della spesa pubblica, diventando una forma stabile di finanziamento del deficit

La seconda differenza tra finanziamento monetario e finanziamento con titoli del debito pubblico è da ricollegarsi agli effetti espansivi sul reddito

In tale caso la politica fiscale espansiva esplica appieno i suoi effetti e si giustifica il ruolo preminente attribuitole da Keynes.

Da questo punto di vista, uno stretto coordinamento della politica fiscale e di quella monetaria si rivela prezioso per ottenere incrementi di reddito e di occupazione: al contrario, può nuocere l’indipendenza della Banca Centrale che porti a non assicurare un’adeguata espansione monetaria in presenza di un aumento della spesa pubblica».

Che è poi quello che succede dentro la gabbia unionista.

Come si evince dalla parole pronunciate dal presidente di Banca d’Italia, Ignazio Visco «L’obiettivo della stabilità dei prezzi è il nostro principale mandato».

Vale a dire che la nostra Banca Centrale non è indipendente come millanta di essere. Peggio.

Opera fuori dal recinto Costituzionale che ha al primo punto occupazione e lavoro e che in nessun articolo parla di “stabilità dei prezzi”. Cioè di garantire i privilegi alla rendita finanziaria.
 
Quindi no, non è tutto qua.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech di Alessandro Bartoloni AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech

AI e CEO-Monarca: il nuovo piano politico delle Big Tech

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa di Giuseppe Masala L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina   Una finestra aperta AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

Covid, la verità fa male? Tranquilli: basta non pubblicarla! di Francesco Santoianni Covid, la verità fa male? Tranquilli: basta non pubblicarla!

Covid, la verità fa male? Tranquilli: basta non pubblicarla!

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale di Alessandro Mariani Dramma Nazionale

Dramma Nazionale

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

L'autoritarismo non muore mai di Giuseppe Giannini L'autoritarismo non muore mai

L'autoritarismo non muore mai

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti