"Romnesia", il nuovo tormentone della campagna di Obama

Prima del voto del 6 novembre i due candidati gireranno il paese per convincere la massa di elettori ancora indecisi

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"Romnesia", il nuovo tormentone della campagna di Obama

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In vista del voto per le presidenziali del 6 novembre, i due candidati hanno iniziato le ultime due settimane di campagna elettorale, che li vedranno attraversare in lungo e largo la nazione, in una serie di comizi concentrati nei stati chiave per la vittoria finale.
Dalla Florida, dove Obama è rimasto dopo il dibattito tv di lunedì con Romney all'Università di Boca Raton, il presidente dimostra di aver ritrovato lo slancio che sembrava perduto. Il momento più grigio della sua campagna - dopo la pessima performance del primo dibattito televisivo che aveva permesso a Romney di tornare prepotentemente in corsa - è ormai alle spalle, e Obama è tornato a ricreare entusiasmo nella sua base elettorale, coniando il nuovo termine di  “Romnesia”. “Potete scegliere di tornare indietro di 50 anni per quel che riguarda i diritti di immigrati, donne e gay, o decidere con il voto di questa elezione di restare una società generosa, inclusiva, dove non conta chi sei, cosa ti piace, dove provieni, o chi ami; una società in cui chiunque tu sia puoi arrivare se ti impegni. Tutto questo è in gioco ora per il nostro paese”, ha dichiarato Obama.
In campagna elettorale in Nevada con il suo candidato vice presidente Paul Ryan, Mitt Romney ha invece accusato il suo avversario di non avere una chiara agenda politica.  “Gli attacchi alla mia figura non rappresentano un'agenda politica. Il presidente, dopo quattro dibattiti affrontati, non ha spiegato alla nazione un programma chiaro di governo. Ed è per questo che la sua campagna sta naufragando e la nostra progredendo”, le parole del candidato repubblicano. Romney deve però affrontare un ostacolo in più, che proviene all'interno del suo stesso partito. Durante un comizio elettorale in Indiana, il candidato repubblicano al Senato e membro dell'ala estremista del Tea Party, Richard Mourdock, ha imbarazzato Romney con una frase scioccante, che sta facendo discutere il paese. “La vita è comunque un dono di Dio che va difeso. L’aborto può essere giustificato solo se è a rischio la vita della madre, ma se la vita nasce da uno stupro è perché Dio lo ha voluto”, ha sostenuto Mourdock, da cui Romney si è subito dissociato. La strada moderata scelta dal candidato repubblicano dal primo dibattito televisivo con Obama, per convincere la grande quantità di elettori indecisi di centro, ha segnato un'incrinatura con l'ala estremista del Tea Party, sempre più influente all'interno del partito.

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