Siria: Opposizione riunita a Doha

La Comunità Internazionale è sempre divisa sulla soluzione alla crisi

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Siria: Opposizione riunita a Doha

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L’opposizione siriana è riunita a Doha con l’obiettivo di creare un fronte “più ampio e coeso” rispetto al Consiglio nazionale siriano (CNS), piattaforma politica che raccoglie i principali gruppi di opposizione ad Assad e più volte accusato di frammentarietà, scarsa rappresentatività e mancanza di leadership. "L'obiettivo principale è quello di espandere il Consiglio ed includere più componenti sociali e politiche. Ci saranno nuove forze nel CNS," ha dichiarato Abdulbaset Sieda, attuale leader del Consiglio Nazionale Siriano, prima della riunione. Durante gli incontri è prevista anche l’elezione di  un nuovo comitato esecutivo e un nuovo leader, ha fatto sapere Sieda.  
Intanto da Il Cairo, dopo un vertice con il Segretario della Lega Araba e l’Inviato Speciale di Lega Araba e ONU, il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha escluso qualunque accordo sulla crisi siriana. “Fatemi essere chiaro, non c’è accordo su nulla”, ha affermato il diplomatico russo dopo aver analizzato la situazione con al – Arabi e Lakhdar Brahimi. Lavrov ha ribadito la necessità di concordare un cessate il fuoco tra le parti sulla base dell’accordo firmato a Ginevra lo scorso 30 giugno. Il Ministro russo ha però accusato “alcuni paesi che hanno partecipato a Ginevra” di non avere tenuto colloqui con il governo, ma solo con l'opposizione. Brahimi, ribadendo come non ci sia “soluzione militare alla crisi, ma solo politica”, sostiene che l’accordo debba essere convertito al più presto in una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza. Programmata per fine mese a Tokyo una nuova conferenza internazionale dei Paesi “Amici della Siria” per inasprire le sanzioni contro il regime.
Sul terreno della rivolta continuano gli scontri tra Esercito e ribelle sia nei quartieri meridionali di Damasco, Al-Hajar al-Aswad e Tadamun,   che ad Aleppo. I ribelli siriani affermano di aver abbattuto un caccia nella provincia di Deir Ezzor e di aver preso il controllo del campo petrolifero di Al – Ward, dopo un assedio durato diversi giorni.
Nella giornata di lunedì, un attentatore suicida si è fatto esplodere nei pressi di un check-point dell'Esercito nella provincia di Hama. Il primo bilancio parla di almeno 50 vittime.
Intanto il 3 novembre, tre carri armati siriani sono entrati nel villaggio di Beer Ajam, nella zona smilitarizzata delle alture del Golan, che è diventata zona ebraica con la legge del 1981. Le Forze Armate israeliane hanno denunciato l’episodio agli osservatori dell'UNDOF, la Forza di Disimpegno degli Osservatori delle Nazioni Unite nel Golan, istituita nel 1974 per monitorare l'attuazione dell'accordo di disimpegno tra le Forze Armate siriane e israeliane e il rispetto del cessate il fuoco. Già nel mese di luglio le autorità israeliane denunciarono una violazione del confine da parte di soldati siriani . 

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